Scalea, bottino da 175 euro per tre rapine a mano armata: due giovani in manette

La Procura di Paola ricostruisce il pomeriggio di ordinaria follia di un 20enne e un 19enne. Brandendo una pistola terrorizzano i commercianti evitando le attività dotate di videocamera. Incastrati dai carabinieri, confessano tutto. Uno dei due era fuggito al Nord

SCALEA Nei giorni scorsi, a Scalea, alle prime luci dell’alba, i carabinieri di Scalea e di Santa Maria del Cedro hanno dato esecuzione all’ordinanza dispositiva di misura coercitiva, emessa dal Tribunale di Paola – Ufficio del Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di S. D., 20enne di Scalea, e M. S., 19enne di Santa Maria del Cedro, per tre distinti episodi di rapina e tentata rapina, aggravati dall’uso di arma da fuoco, avvenuti in tre esercizi commerciali di Scalea.
Le indagini sono state avviate in seguito alle denunce presentate dai commercianti dopo le rapine subite il 23 gennaio 2019. Le investigazioni condotte dai carabinieri di Scalea, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Paola, nella persona del sostituto procuratore Maurizio De Franchis, coordinate dal procuratore Pierpaolo Bruni, hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario nei confronti dei due giovani i quali avrebbero messo a segno due rapine a mano armata in distinte zone del paese, a breve distanza una dall’altra, per eludere l’intervento dei Carabinieri.
In particolare, poco prima delle 17 i due malviventi, dopo essersi incontrati nei pressi della stazione ferroviaria di Scalea, sono entrati, con il volto coperto da un passamontagna e indossando dei guanti, all’interno del negozio “Singapore Moda” ubicato in viale I Maggio dove avrebbero puntato la pistola alla tempia di una delle dipendenti minacciandola di farsi consegnare il denaro custodito nel registratore di cassa. Le grida della ragazza hanno messo in fuga i due malfattori che sono scappati senza riuscire nel loro intento. Dopo circa dieci minuti, sempre seguendo lo stesso medesimo modus operandi, hanno messo a segno il loro secondo colpo introducendosi nel negozio di informatica “Sinisky Computer & co.”, in via dello Stadio. Uno dei due rapinatori, minacciando il titolare dell’esercizio commerciale con l’arma da fuoco, gli ha intimato la consegna dell’incasso, mentre il suo complice faceva da vedetta all’ingresso del negozio. L’esiguità del bottino, circa 15 euro, ha probabilmente spinto i due rapinatori a perpetrare la terza rapina. Così, in via Leonardo da Vinci, alle 17:20, sono entrati nel negozio di bomboniere “L’Oggetto” e, brandendo la pistola, hanno minacciato il titolare a consegnargli l’intero incasso. La vittima, intimorita dalla vista dell’arma da fuoco, gli ha consegnato il portafogli contenente 160 euro in contanti. Conclusa l’ultima rapina, i due si sono dileguati per le vie di Scalea facendo perdere le proprie tracce.
La ricostruzione dei fatti, a seguito di sopralluogo e rilievi tecnici, ha evidenziato da subito la scelta oculata degli obiettivi da parte dei due rapinatori nell’individuare l’itinerario da percorrere e gli esercizi commerciali sprovvisti di sistemi di videosorveglianza da colpire, così come l’accortezza nell’utilizzo dei guanti per non lasciare impronte digitali. Determinante, a quel punto, si è rivelata l’attività di indagine effettuata dai Carabinieri che, in pochi giorni, sono riusciti a risalire alle identità dei due malviventi. Le conseguenti perquisizioni domiciliari hanno consentito il ritrovamento dell’arma utilizzata durante le rapine, regolarmente detenuta dal genitore di M. S., degli indumenti indossati e del portafogli asportato a una delle vittime. I due giovani, consapevoli di essere stati scoperti, hanno ammesso le loro responsabilità confermando a pieno le risultanze investigative, circostanziandole di ulteriori dettagli.
M.S. è stato raggiunto dal provvedimento e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari a Santa Maria del Cedro, mentre S.D. è risultato irreperibile sino a martedì mattina quando è stato rintracciato in un comune del nord Italia. Successivamente è stato posto agli arresti domiciliari nella sua residenza di Scalea.







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