Litorale tirrenico spazzato via dal mare in tempesta. E nessuno ha una strategia – VIDEO

Ingenti danni in alcune delle più note località turistiche. Lungomare a pezzi ad Amantea e soprattutto Nocera. «Speriamo non accada nient’altro» raccontano gli abitanti ai microfoni del Corriere della Calabria. Situazioni migliori a Falerna e Gizzeria Lido mentre è emergenza a Tropea. Tutt’ora non esiste un piano per fronteggiare le criticità

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Se si dovesse fare un primo bilancio, allo stato attuale, sarebbe impossibile quantificare l’entità dei danni che giorni di vera e propria tempesta hanno causato sui litorali calabresi. Raffiche di vento, piogge e mare in tempesta hanno lasciato dietro di sé quello che potremmo definire uno scenario apocalittico. Detriti e sabbia (tanta), hanno letteralmente invaso strade e lungomari di alcuni dei centri marini più frequentati della costa tirrenica.

 AMANTEA I disagi per i cittadini e i commercianti, proprio nel pieno delle vacanze natalizie, sono notevoli. Il nostro piccolo ma significativo tour inizia ad Amantea, noto centro turistico tirrenico della provincia di Cosenza. Qui, la furia del mare in tempesta dei giorni scorsi, ha spazzato via alcuni tratti del lungomare. La forza impetuosa delle onde ha divelto tetti, spazzato via pavimenti e anche i muri che costeggiano il litorale, lasciando in diversi punti delle voragini. Cumuli di sabbia, invece, quella raccolta evidentemente con i mezzi meccanici d’emergenza, sono stati raccolti lungo le strade, momentaneamente chiuse per ragioni di sicurezza. «In tanti anni che vivo qui – racconta al Corriere della Calabria un cittadino di Amantea – non ho mai visto uno scenario simile. Siamo molto preoccupati anche perché non sappiamo se sia finita qui. Speriamo – dice – che il lungomare possa essere ripristinato quanto prima». Dello stesso avviso un altro cittadino di Amantea, impegnato a spalare la sabbia per liberare l’ingresso della propria abitazione: «Non possiamo dare la colpa a nessuno, solo al fato. Speriamo che sia finita qui e che non ci saranno altri danni»

NOCERA Ben altro scenario quello a cui assistiamo qualche chilometro più giù lungo la SS18, a Nocera Terinese e, in particolare, nella frazione Marina, ancora sul litorale tirrenico catanzarese. Da anni, infatti, qui il lungomare è andato quasi del tutto distrutto, abbattuto e trascinato via dalle onde. Una costruzione inesistente: quello che rimane sono solo le macerie di milioni di euro spesi quando a guidare il Comune c’erano gli ex sindaci Luigi Ferlaino e Rino Rocca. Le forti piogge di questi ultimi giorni, poi, non hanno fatto altro che riaprire una ferita che da queste parti non è stata mai rimarginata. Un danno enorme, soprattutto per le attività commerciali e un turismo che, sul litorale, di fatto non esiste più. 

FALERNA E GIZZERIA La tempesta di questi ultimi giorni ha interessato inoltre anche i comuni di Falerna e Gizzeria. Nel primo centro i danni sono stati esigui anche perché – così come spiega su Facebook il sindaco Menniti – negli anni scorsi è stato approvato e messo in atto un progetto di prevenzione concreto, con barriere a largo. Una situazione che – nonostante l’evidente emergenza – rimane comunque sotto controllo. Inquieta però, e non poco, la “schiuma” rimasta sul litorale falernese. «Prevenire è meglio che curare – scrive il sindaco di Falerna – L’opera progettata, finanziata e realizzata alla fine del 2009 ha salvato il nostro lungomare e non solo.Ovviamente dinanzi ai mutamenti epocali che il clima sta subendo, non è certo detto che se ne esca proprio senza nemmeno un piccolo danno. Ma all’epoca non si poteva fare di meglio». Pochi chilometri più giù – ancora lungo la SS18 – ci sono poi Marina di Gizzeria e Gizzeria Lido. Nella prima località i danni risalgono ormai al passato, quando già diversi imprenditori e un ristoratore sono stati costretti ad abbandonare le proprie attività per l’inarrestabile erosione costiera che ha spazzato via gran parte del litorale e del lungomare. Nella seconda località, invece, in questi giorni sono emersi un’auto e i resti di un edificio in cemento armato, mentre sulla spiaggia le onde hanno lasciato detriti e rifiuti.

TROPEA E PIZZO Ingenti, infine, i danni causati dal maltempo sulla costa tirrenica vibonese: oltre al molo di Pizzo “tranciato”, la furia del mare ha pesantemente colpito anche Tropea, tanto che è stato chiesto lo stato d’emergenza (ne abbiamo scritto qui).

STRATEGIA  E PREVENZIONE Insomma, una situazione di sostanziale emergenza e che, in circostanze come queste, non fa altro che riaccende polemiche e dubbi, sopiti solo in apparenza. Negli ultimi anni, al netto di piani e incontri strategici, poco o nulla è stato fatto realmente con i cittadini (e i commercianti) lasciati – è proprio il caso di dire – in balia delle onde. Una furia, quella del mare, che è difficile fronteggiare senza mettere in campo strategie adeguate e piani ben studiati e, soprattutto, condivisi da tutti gli amministratori. Mancano i fondi, ma anche una visione d’insieme e lungimirante. E intanto l’inverno è appena all’inizio.







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