Acquappesa: «Danni per oltre un milione di euro». Chiesto lo stato di calamità

La mareggiata dei giorni scorsi ha inghiottito il lungomare. Le barriere di protezione non hanno retto alla forza delle onde. L’appello del sindaco Tripicchio: «La Regione ci aiuti»

di Fabio Benincasa
ACQUAPPESA Una violenta mareggiata, la seconda dopo quella del 2018, si è abbattuta sulla costa tirrenica calabrese. Il lungomare di Acquappesa è stato spazzato via e per il sindaco del comune del cosentino, Francesco Tripicchio, è stata «un’altra giornata da ricordare, in negativo». La conta dei danni è ancora in corso, ma si parla di una cifra superiore al milione di euro.
LA STORIA SI RIPETE Il primo cittadino ha emanato un’ordinanza urgente per la chiusura delle attività del campo sportivo e il divieto di transito su parti del lungomare. Da quel marzo 2018, quando una violenta mareggiata mise in ginocchio il Comune, «la Regione non ha dato risposte efficaci», sottolinea Tripicchio al Corriere della Calabria. «Le barriere di protezione ed i massi naturali non hanno retto alla forza delle onde – continua il sindaco – eventi di questo tipo provocano quasi sempre gravi conseguenze ma la situazione si complica quando mancano le opere di difesa». Inutile, dunque, impiegare denari per la ricostruzione del lungomare, prima è necessario pensare alla messa in sicurezza del territorio. «Noi viviamo di turismo – sottolinea Tripicchio – ma è più importante disporre di sistemi in grado di mitigare i rischi. Anche per questo motivo, chiederò alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale».
IL MARE MINACCIA LE ABITAZIONI «Abbiamo effettuato dei sopralluoghi e riscontrato alcuni pericoli per le abitazioni. Stiamo valutando la possibilità – tramite procedura d’urgenza – di mettere in sicurezza le case private. Dobbiamo attingere risorse dalle casse comunali – chiosa il sindaco – ma non posso mettere a rischio la vita dei miei concittadini».







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