Focolaio al Cas di Amantea, in settimana altri 150 nuovi tamponi

Salito a 32 il numero di extracomunitari ospiti della “Ninfa Marina” risultati positivi al Coronavirus. Ora verranno effettuati nuovi test anche tra operatori di aziende agricole e di attività commerciali presenti in zona dove i contagiati hanno lavorato nelle settimane precedenti

di Roberto De Santo
AMANTEA Sarà ripetuta in settimana la campagna di screening di tutti i migranti risultati positivi al Coronavirus  ad Amantea e i contatti avuti con loro. Le autorità sanitarie locali hanno infatti disposto altri 150 tamponi che verranno effettuati dalla prossima settimana tra gli ospiti che vivono all’interno del Centro di accoglienza straordinaria “Ninfa Marina” di Amantea e le persone che in qualche modo hanno avuto rapporti con loro. Allo stato il numero di contagiati da Covid-19 tra quanti risiedono nella struttura di Via Firenze ammonta a 32 migranti. Tutti, precisano le autorità sanitarie, senza alcun sintomo del virus. Una situazione costantemente monitorata dai responsabili del dipartimento Igiene del distretto sanitario Distretto sanitario “Tirreno Sud” – in sinergia con il Comune e la Prefettura di Cosenza – che sta svolgendo – con il supporto dall’Usca di San Lucido – un accurato screening tra quanti sono entrati in contatto con gli extracomunitari che da anni risiedono nella struttura di accoglienza amanteana.
Dopo il primi di tre casi registrati a fine agosto tra gli ospiti del Cas di Amantea l’attività di monitoraggio dei casi non si è mai arrestato. Finora complessivamente sono stati effettuati 180 tamponi tra gli extracomunitari che vivono nella struttura di Via Firenze e le persone che in qualche modo sono entrate in contatto con loro. Di questi sono stati processati un centinaio che hanno restituito come dato la positività di 32 migranti che risiedono al Cas di Via Firenze ad Amantea. Già da giorni inoltre a tutti gli ospiti della “Ninfa Marina” è stata notificata l’ordinanza di quarantena disposta dalla triade commissariale che gestisce il Comune commissariato per infiltrazione mafiosa. Per garantire il rispetto dell’obbligo di isolamento ed evitare eventuali fughe – come già avvenuto nel caso del giovane nigeriano positivo e che si era allontanato dalla struttura a fine agosto (poi rintracciato) – da giorni l’intera area è presidiata dagli uomini dell’esercito oltre che dalle forze dell’ordine.
Stando ai dati forniti dalle autorità sono state già isolate – in quarantena obbligatoria – oltre 90 persone che risiedono nella struttura e circa una trentina – in via precauzionale visto che nessuno al momento risulta contagiato – che vivono nell’altro Centro di accoglienza straordinaria che si trova ad Amantea. Si tratta in questo caso della struttura ubicata in Via Lava Gaenza sede in cui furono trasferiti i 13 migranti positivi provenienti da Roccella Jonica e che proprio per quella decisione scatenarono vibranti proteste tra i cittadini. Sfociate poi nel blocco della statale 18. Proteste rientrate solo dopo la scelta adottata dalla autorità di trasferire i migranti infetti all’ospedale militare del Celio di Roma. Anche per la struttura di Via Lava Gaenza è stato garantito tramite vigilanza privata un presidio costante.
Appunto per verificare la situazione oltre ai 180 tamponi già effettuati nei giorni scorsi, i responsabili locali della prevenzione da Covid hanno disposto un’ulteriore campagna di screening che comprende anche la rete di contatti esterni intrattenuti dai migranti risultati positivi. Ricordiamo infatti che sono molti gli ospiti della “Ninfa Marina” che – vivendo da tempo ad Amantea – lavorano in attività produttive della zona.
Si tratta per lo più di aziende agricole attive nel centro del Tirreno cosentino nonché di altri esercizi artigianali. Solo dopo gli esiti di quei tamponi previsti tra operatori economici della zona si potrà affermare con certezza se quel focolaio scoppiato tra gli ospiti della struttura ormai presidiata h24 da militari e forze dell’ordine sia rimasto circoscritto solo all’interno della “Ninfa Marina”. Ma i 150 tamponi che verranno effettuati nella settimana dagli uomini dell’Usca di San Lucido serviranno anche a comprendere se nel frattempo qualche soggetto risultato positivo ai test si sia negativizzato. Due aspetti che fanno tenere sul fiato sospeso l’intera popolazione amanteana. (r.desanto@corrierecal.it)





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