Amantea, s’allarga il focolaio tra i migranti

Due nuovi casi riscontrati dall’Usca di San Lucido. Si tratta di bengalesi ospiti della struttura di via Po’. Avrebbero lavorato nella stessa azienda presente nella zona in cui hanno prestato la propria attività gli altri extracomunitari risultati positivi nei giorni scorsi

di Roberto De Santo
AMANTEA Ci sono altri due contagi legati al focolaio di migranti di Amantea. Si tratta di due cittadini del Bangladesh che da tempo vivono nella cittadina del Tirreno cosentino ed ospiti di un altro Centro di accoglienza straordinaria presente ad Amantea. L’esito dei tamponi effettuati che hanno restituito la positività degli altri due extracomunitari è stata comunicata alle autorità locali dall’Usca di San Lucido – competente per l’area per l’emergenza Covid – e che ha fatto già scattare tutti i provvedimenti del caso.
In conseguenza proprio dei nuovi contagi accertati sono scattate le ordinanze di quarantena non solo per i due risultati positivi al test ma per tutti gli ospiti del Cas di via Po’ nel popoloso quartiere di Santa Maria ad Amantea. In quella struttura – che si trova vicinissima tra l’altro alla sede del Distretto sanitario locale – in tutto vivono 14 persone e proprio per vigilare sul rispetto dell’obbligo di isolamento domiciliare – imposto dalla Triade commissariale che regge le redini del Comune, dopo il commissariamento per infiltrazione mafiosa – davanti la struttura si stanno alternando le forze dell’ordine.
Così dopo questi ultimi casi sale a 34 il numero di migranti risultati infetti al Coronavirus. Tutti senza alcun sintomo del virus. Secondo quanto accertato dai sanitari, che stanno monitorando attentamente la situazione, questi ultimi sarebbero da ricondurre agli altri casi già riscontrati nei giorni scorsi tra quanti risiedono nel Cas “Ninfa Marina” di Amantea. A legare i casi la circostanza che anche questi come quelli precedentemente riscontrati lavorano in aziende agricole della zona e per questo sarebbero entrati in contatto tra di loro. Proprio risalendo alla cerchia di rapporti intrattenuti dai primi positivi al Coronavirus individuati tra gli extracomunitari che vivono nella struttura di via Firenze, i responsabili del Distretto sanitario “Tirreno Sud”, hanno compiuto ulteriori campagne di tamponamento. Allo stato sarebbero stati effettuati già 180 tamponi e man mano che vengono processati si può determinare l’esatta entità del focolaio presente in città tra i migranti. C’è da segnalare inoltre che sabato scorso ulteriori due tamponi avevano dato esito positivo tra altri extracomunitari che lavorano in attività produttive di Amantea ma che risiedono in altri comuni: esattamente a Gizzeria e a Falerna. Casi che sollevano preoccupazione tra i cittadini che vivono nel centro del Tirreno cosentino per i timori del diffondersi dell’epidemia anche tra la popolazione.


Proprio per contenere i contagi – ricordiamo che tre centri di accoglienza straordinaria – sono costantemente controllati dalla forze dell’ordine e in quello di via Firenze – dove risiedono il numero maggiore di migranti risultati positivi – a vigilare ci sono anche unità dell’Esercito.
Intanto una nuova campagna di screening dei contatti avuti dai positivi oltre alla ripetizione dei test alle stesse persone a cui è stata riscontrata l’infezione da Covid è stata programmata in questa settimana dalle autorità sanitarie locali. Un metodo questo per cercare di individuare ulteriori altri contagi e verificare la negativizzazione di qualche caso già registrato in città. (r.desanto@corrierecal.it)





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