Mazzette per aggiudicarsi appalti a Fuscaldo, chiesto il rinvio a giudizio

I pm di Paola hanno invocato il processo per i 17 imputati finiti al centro dell’inchiesta “Merlino”. Tra gli altri il sindaco della cittadina tirrenica e due assessori

FUSCALDO Rinvio a giudizio di tutti gli indagati finiti nell’inchiesta “Merlino”. È la richiesta formulata dai pubblici ministeri Teresa Valeria Grieco e Rossana Esposito della Procura della Repubblica di Paola nel corso dell’udienza davanti al Giudice per le udienze preliminari della cittadina del Tirreno cosentino. Nell’operazione scattata nel 2018 finirono nei guai tra l’altro il sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo, il vicesindaco, Paolo Cavaliere, e un altro assessore comunale, Paolo Ercole Fuscaldo. Ma a finire indagati anche Michele Fernandez, funzionario del Comune di Cosenza distaccato anche a Fuscaldo, e gli imprenditori Salvatore Fidotti, Robertino Perri, Francesco Caputo, Antonietta Caputo, Giovanni Risuleo, Luigi De Simone e Gianfranco Mirabelli e un professionista, Sergio Gioia. Così come gli imprenditori Massimiliano De Santo e Salvatore Montanino.
Le accuse ipotizzate dalla Procura di Paola che ha coordinato le indagini sono quelle corruzione, tentata concussione e indebita induzione a dare o promettere. Gli altri reati contestati, a vario titolo dagli inquirenti, sono peculato, turbativa d’asta e di procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica amministrazione nonché falso ideologico.
L’udienza è ripresa dopo la pausa estiva che ha portato tra l’altro a riassegnare ad un nuovo giudice l’istruttoria del processo.
Dei 17 indagati, quattordici – tra cui il sindaco Ramundo e due assessori – seguiranno il rito ordinario a differenza degli altri tre che hanno preferito il rito abbreviato.
La sentenza del processo, dopo la ricalendarizzazione delle udienze, è prevista per dicembre.

L’INCHIESTA L’operazione “Merlino” è scattata nel novembre del 2018. Secondo quanto ricostruito da quella indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza, su incarico della Procura della Repubblica di Paola, ci sarebbe stato un «collaudato sistema corruttivo e di collusioni nella gestione della cosa pubblica» non solo nel comune di Fuscaldo. Stando alle risultanze degli investigatori, infatti ci sarebbero state molteplici turbative nelle gare pubbliche sia nel Comune del Tirreno cosentino ma anche nel capoluogo Bruzio. Grazie a un sistema di “accordi”, secondo l’accusa, che avrebbero posto in essere amministratori locali ed imprenditori.





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