S’allarga il focolaio ad Amantea, 21 nuovi casi tra migranti

Si tratta di extracomunitari che risiedono in abitazioni tra il centro e la frazione di Campora San Giovanni. Ora il numero dei contagiati sale a 72. Terminata la riunione in Prefettura: verranno incrementati i tamponi tra la rete dei contatti avuti dai contagiati. Le associazioni produttive lanciano un appello ai ministri e al prefetto: «Verificare l’opportunità di mantenere un Cas all’interno del centro abitato»

di Roberto De Santo
AMANTEA Non si arresta il numero di contagi tra i migranti presenti ad Amantea. Gli ultimi risultati che provengono dai tamponi effettuati presso due aziende agricole del comprensorio e processati nei laboratori dell’Usca di San Lucido – competente per area – fanno salire ad ulteriori 21 nuovi casi (anche se le fonti ufficiali parlano di 18) tra quanti vivono da anni nel centro del Tirreno cosentino.
Si tratta, ed è questo il timore maggiore, di extracomunitari in gran parte bengalesi che non risiedono nei centri di accoglienza straordinaria presenti ad Amantea ma che abitano in appartamenti privati tra il centro della cittadina e la popolosa frazione di Campora San Giovanni.
Questi nuovi contagiati non sono da ricondurre direttamente al focolaio riscontrato a fine agosto tra gli ospiti della “Ninfa Marina” di Amantea. Anche se qualcuno degli ospiti ha lavorato in strutture produttive dove sono poi stati rintracciati i nuovi contagi. Nel Centro di accoglienza straordinaria erano stati rintracciati i primi tre casi di migranti positivi che poi hanno portato i responsabili del dipartimento Igiene del distretto “Tirreno Sud” ad avviare una campagna di tamponi a tappeto in tutta la catena di contatti avuti da quanti risiedono nella struttura.
Successivamente si erano così registrati una serie di nuovi contagi sia nella stessa struttura, così come nell’altro centro di accoglienza straordinaria di via Po’ nel quartiere Santa Maria e poi in alcune abitazioni in cui risiedono i migranti. I contagi sarebbero avvenuti perché sia gli extracomunitari ospiti delle strutture che quelli che vivono in abitazioni private lavorano in attività produttive presenti nella zona. Proprio ricostruendo la rete di contatti avuti negli ambienti di lavoro sono emersi i nuovi contagi. Ora questi ulteriori 21 casi  preoccupano non poco la popolazione che già in passato aveva manifestato scendendo in strada e bloccando anche la statale tirrenica cosentina per chiedere lo spostamento dei soggetti risultati infetti.

Con questi ultimi casi registrati, anche questi totalmente asintomatici sale a 72 il numero totale degli extracomunitari che vivono nella cittadina e che risultano appunto contagiati dal Covid-19.
Intanto si è svolto in Prefettura un vertice per fare il punto sulla vicenda del focolaio scoppiato tra i migranti di Amantea e il Centro di accoglienza di Rende. Nella riunione hanno preso parte la triade commissariale che regge il Comune commissariato per infiltrazione mafiosa oltre ai rappresentanti della task force organizzata dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza che monitora le due vicende. Per Amantea si è deciso di proseguire intensificando i test tra la rete dei contatti avuti dai soggetti risultati positivi al Coronavirus e di puntare ad ottimizzare la presenza degli extracomunitari nel Centro “Ninfa Marina”. A questo proposito si sta valutando la possibilità di alleggerire il numero di persone che vivono all’interno della struttura trasferendo in altra sede i soggetti che non risultano contagiati. Questo per evitare il diffondersi dell’epidemia anche tra gli altri extracomunitari che risiedono nel Centro di via Firenze. Mentre sarà esteso lo screening a quanti hanno avuto contatti con gli ultimi soggetti risultati positivi al test processato nelle ultime ore. Nelle intenzioni della triade commissariale c’è anche quella di compiere verifiche approfondite sugli immobili  dove risiedono gli extracomunitari. Si tratta di abitazioni private sparse tra il centro tirrenico e le frazioni della cittadina in cui vivono le persone risultate positive ma anche altri cittadini extracomunitari che avrebbero avuto contatti con questi. Un controllo approfondito teso soprattutto a valutare se le condizioni in cui vivono le persone sono compatibili con le regole igieniche necessarie per garantirne la salute ed evitare promiscuità. Saranno inoltre verificate a tappetto di concerto con la Prefettura di Cosenza lo status degli extracomunitari che vivono ad Amantea. Di conseguenza saranno adottati provvedimenti nell’eventualità che dovessero emergere irregolarità nei permessi di soggiorno o nel diritto acquisito dagli stessi a vivere in Italia. Si allontana così almeno per il momento l’eventualità di istituire una zona rossa per Amantea. Anche se la decisione finale spetterà al governatore della Calabria, Jole Santelli.

IL COMUNE: «VALUTIAMO LA POSIZIONE DEI SINGOLI MIGRANTI» I casi positivi riscontrati dalla ripetizione di tamponi effettuata dall’Asp non riguarda soggetti ospitati all’interno dei Cas. È quanto tiene a precisare, in una nota, il Comune di Amantea. «La Commissione Straordinaria, su conforme prescrizione dell’Asp – è detto – ha immediatamente disposto la quarantena per i positivi e sta procedendo a ricostruire la filiera dei contatti, avvalendosi della Polizia Municipale. Le risultanze di dette verifiche saranno portate immediatamente all’attenzione dell’Asp, per la prescrizione e conseguente adozione dei provvedimenti precauzionali».
«Atteso che, da una prima verifica, emerge che detti soggetti vivono, insieme ad altre persone, in abitazioni private, assunte in locazione – annuncia la triade commissariale – verranno effettuate verifiche mirate circa l’effettiva esistenza di contratti di locazione e dei necessari requisiti igienico-sanitari degli immobili medesimi, per verificarne la compatibilità in base al numero degli occupanti. D’intesa con la Prefettura, si procederà a vagliare i titoli di permanenza in Italia dei soggetti medesimi. La situazione generale della presenza di positivi nel territorio di Amantea è stata analizzata nel corso di apposita riunione, presso la Prefettura, anche al fine di valutare l’implementazione di ulteriori interventi precauzionali».
Secondo la stima effettuata dalle autorità comunali, al momento, «l’aggiornamento dei soggetti presenti sul territorio comunale registra, complessivamente, 70 positivi di cui 20 esterni ai Cas e 63 persone in isolamento domiciliare precauzionale».

LE ASSOCIAZIONI PRODUTTIVE: «CAS NINFA MARINA NON IDONEO AD OSPITARE I POSITIVI» «La già fragile economia locale è stata negativamente interessata dagli effetti dell’ondata pandemica in corso, ma, purtroppo, ha dovuto ulteriormente subire contraccolpi dalla dissennata gestione di un Cas, ospitato, senza autorizzazioni sanitarie di sorta, in pieno centro cittadino, saltato alle cronache di stampa nei mesi scorsi a causa di una estensione dei contagi di Covid19 tra i suoi ospiti». È quanto scrivono in una lettera inviata ai ministri degli Interni e della Salute nonché al prefetto di Cosenza Davide Marano, Enzo Alfano e Luca Guzzo, rispettivamente presidenti delle associazioni commercianti “ViviAmantea”, degli albergatori “Isca Hotel” e dei Commercianti e Artigiani di Campora San Giovanni. «Il Cas di Amantea – sottolineano – è nato oltre 10 anni fa, come centro di accoglienza per immigrati, in una struttura ex alberghiera. Con l’emergenza COVID – 19, nel centro sono ospitati anche ragazzi, molto sfortunati, che risultano positivi al Coronavirus».
«Evidenti sono le lacune della struttura – denunciano – ospitata nei locali di un ex albergo, in specie sotto il profilo sanitario; a fronte del continuo ricambio di immigrati, molti dei quali positivi al virus, si è determinato un incremento esponenziale dei casi di positività al virus. Nel frattempo, la struttura continua a rimanere priva di ogni requisito minimo di ospitalità e senza alcun presidio sanitario stabile, mentre agli ospiti è stato consentito di continuare ad entrare ed uscire dalla struttura. Nessuna vigilanza interna alla stessa è stata prevista, con il risultato che, stando alla sola anagrafe della ASL, il numero di positivi al virus è cresciuto nella cittadina in maniera spropositata».
«La incredibile gestione della struttura – denunciano ancora i massimi rappresentati della associazioni produttive amanteane – è stata tollerata e continua ad esserlo, nonostante il Comune di Amantea, già dichiarato in dissesto, sia al momento retto da una struttura commissariale all’esito dello scioglimento dello stesso per infiltrazioni mafiose e tale circostanza rende ancora più incresciosa la situazione di assoluta mancanza di rispetto ed applicazione dei DPCM e delle ordinanze governative e regionali che impongono precise limitazioni alla circolazione nei casi di accertato contagio. La carenza di autorizzazioni sanitarie e di controlli appare quindi causa di danni all’economia locale, al tessuto sociale ed alle minime regoli di convivenza civile, che non si intende oltremodo tollerare».
«Invochiamo in conclusione un intervento sostitutivo e risolutore – lanciano infine l’appello – sulle competenze affidate alla Commissione straordinaria ed all’ASP di Cosenza che non hanno inteso, consapevolmente, dar seguito agli obblighi imposti dalla normativa statale e regionale, che valga a ristabilire le regole di convivenza civile; nel contempo chiediamo che si proceda ad una seria verifica delle condizioni di mantenimento del Cas nel centro cittadino e nelle attuali condizioni, riservandoci ogni opportuna azione nelle competenti sedi giudiziarie».
(r.desanto@corrierecal.it)





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