Le bugie per eludere i controlli e i vaccini disponibili per amici e parenti

I dettagli dell’inchiesta che ha messo nei guai Vincenzo Cesareo, direttore sanitario dello Spoke di Paola-Cetraro. Il medico è stato fermato durante normali controlli delle forze dell’ordine «dichiarando però di essere in servizio, diretto al centro adibito alla somministrazione dei tamponi. Così è riuscito a sottrarsi alle verifiche». La Procura guidata da Pierpaolo Bruni aveva chiesto l’arresto. Il maggiore dei Nas Pappalardo: «In corso ulteriori verifiche»

di Fabio Benincasa
COSENZA Auto aziendale utilizzata per raggiungere ristoranti e bar, per accompagnare gli amici in aeroporto o addirittura per una giornata di shopping all’Ikea di Salerno. E poi, i tamponi molecolari destinati a parenti ed amici ed i vaccini somministrati ai conoscenti. Vincenzo Cesareo, direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola e di altri uffici sanitari della provincia di Cosenza è finito al centro di un’inchiesta che ha portato questa mattina al provvedimento cautelare emesso nei suoi confronti dalla Procura di Paola e notificato dai carabinieri del Nas di Cosenza guidati dal Maggiore Vincenzo Pappalardo (LEGGI QUI). Il dirigente medico è ritenuto responsabile del reato di peculato ed è indagato anche per truffa, falso in atti pubblici e turbata libertà nella scelta del contraente. Per Cesareo, il procuratore di Paola Pierpaolo Bruni aveva chiesto l’arresto: «Avevamo valutato la gravità della condotta e del quadro indiziario che necessitava di particolari esigenze cautelari che andavano soddisfatte. Il gip però ha respinto la richiesta». Il provvedimento cautelare emesso nei confronti del dirigente medico prevede anche la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di mesi 12 mesi.

LE INTERCETTAZIONI Ad incastrare il dirigente medico anche una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel corso delle investigazioni, in cui Cesareo invita gli amici a raggiungerlo per sottoporli a tampone. «Abbiamo avviato le indagini dieci mesi fa coordinati dalla Procura di Paola – racconta il maggiore Pappalardo – e scoperto una serie di reati». «Oltre all’utilizzo improprio di tamponi e vaccini, in quest’ultimo caso somministrati proprio negli scorsi giorni, è stato accertato l’uso improprio dell’auto di servizio». Il medico è stato fermato durante dei normali controlli delle forze dell’ordine a bordo dell’auto di servizio in compagnia di altre persone «dichiarando però di essere in servizio e così è riuscito a sottrarsi alle verifiche». I soggetti a cui è stato somministrato il siero anti Covid non appartengono a nessuna delle categorie che in questa prima fase hanno avuto diritto a ricevere il vaccino. Sono sei, al momento, gli episodi accertati ma sottolinea il maggiore Pappalardo: «Non escludiamo nulla e procederemo con ulteriori accertamenti. Pensiamo che i vaccini siano stati fatti in ospedale, ma anche su questo saranno necessarie ulteriori verifiche».

GRUPPO DI LAVORO ECCELLENTE «L’operazione odierna – ha sintetizzato in collegamento su Meet il procuratore di Paola Pierpaolo Bruni – rientra nelle attività di reati contro la pubblica amministrazione. E’ emersa dalle investigazioni una costante appropriazione di beni pubblici prevalentemente per uso personale. La buona riuscita delle indagini è frutto, secondo Bruni di un «eccellente gruppo di lavoro che opera con particolare impegno. In questi mesi abbiamo eseguito numerose misure cautelari arrivando anche a delle sentenze di condanna in primo grado di sindaci e funzionari pubblici». «Grande attenzione – continua il procuratore – è stata dedicata al settore sanitario. Anche in questo caso siamo arrivati a condanne di primo grado. Operiamo sempre con estrema serenità».





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