Crotone, il piano dei ricoveri per 16 mesi in un cassetto

Il Regolamento approvato nel marzo 2017 è stato trasmesso il 27 luglio scorso ai vertici dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Proprio in concomitanza con l’ispezione ministeriale

CROTONE Poco importa, in fondo, che sia stato merito dell’ispezione ministeriale o dell’inaugurazione dei due reparti – Cardiologia e Ginecologia – ristrutturati con un intervento complessivo da 500mila euro. Venerdì, tra i corridoi dell’ospedale di Crotone, qualcuno diceva che la vera notizia del giorno non fosse né la visita degli inviati del dicastero della sanità né il doppio taglio del nastro. Perché, con una comunicazione della direzione medica del presidio ospedaliero – finalmente – il “Regolamento delle attività di ricovero” è uscito fuori da un cassetto per essere inviato a tutti i direttori dei dipartimenti, dei reparti, alle direzioni generale, sanitaria e amministrativa e al responsabile del rischio clinico. Un elenco di destinatari che contiene tutti i vertici del “San Giovanni di Dio”. Sarebbe persino un atto di routine, se non fosse per i tempi di gestazione svelati dalla circolare. Il regolamento, infatti, è stato «approvato con determina 18/DS del 24 marzo 2017» e arriva sulle scrivanie di tutti i manager sedici mesi più tardi «affinché tutte le Signorie in indirizzo ne prendano atto e lo applichino». Sedici mesi chiuso in un cassetto: eppure si tratta di un atto di centrale importanza per il funzionamento di un ospedale.

L’IMPORTANZA DEL REGOLAMENTO Per capire quanto sia importante basta far riferimento all’incipit del regolamento adottato da un’altra Asp calabrese, quella di Catanzaro. Il documento spiega che «i ricoveri ospedalieri rappresentano un indubbio e rilevante problema per gli operatori sanitari di qualsiasi presidio ospedaliero, tenuto conto dell’impari rapporto esistente tra domanda e offerta, che, oltretutto nella nostra regione è aggravata dalla recente riduzione del numero di posti letto imposta dal Piano di rientro». Una sproporzione che rende indispensabile disciplinare ricoveri e trasferimenti tra i reparti: «Sempre più frequentemente – citiamo ancora dal regolamento adattato a Catanzaro –, l’operatore di Pronto Soccorso dei presidi ospedalieri aziendali si trova in evidente difficoltà a poter far fronte alle innumerevoli richieste di ricovero cercando di sopperire a tale cronica deficienza, purtroppo comune a tutti gli ospedali anche di altre regioni, con quelle che sono le possibilità a sua disposizione (…). Ne deriva da ciò la necessità di dotare i presidi ospedalieri aziendali di un regolamento che aiuti gli operatori ad agire in modo uniforme, sempre privilegiando, comunque, la soluzione migliore nell’interesse del paziente». Le eventuali difficoltà, spesso, si verificano proprio nel rapporto tra i Pronto soccorso, spesso letteralmente presi d’assalto dagli utenti, anche per le carenze delle strutture territoriali, e gli altri reparti, che possono essere gravati dal numero eccessivo dei trasferimenti dall’Emergenza-urgenza.

LE VERIFICHE Dopo sedici mesi di gestazione, finalmente il “San Giovanni di Dio” ha le proprie regole. E – si legge ancora nella comunicazione – «i capi dipartimento, ognuno per la propria area omogenea, verificheranno la regolarità dell’iter applicativo del Regolamento (quindi dei ricoveri) e segnaleranno allo scrivente eventuali inadempienze nell’applicazione dello stesso». Dopo sedici mesi di attesa c’è da sperare che non ci siano più intoppi. (ppp)





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