La solitudine di Vrenna: «Abbandonato dai tifosi e dalla città»

Tra gli impegni di mercato, le riunioni con allenatore e ds e la difficile querelle sullo stadio, il presidente del Crotone calcio non nasconde l’amarezza e la tentazione di lasciare

CROTONE «Mi sento solo: abbandonato dai tifosi e dalla città». A parlare è il presidente del Crotone calcio, Gianni Vrenna. Per fare una chiacchierata interrompe una riunione di lavoro con il direttore sportivo, Peppe Ursino, e l’allenatore della squadra pitagorica Giovanni Stroppa. La riunione si tiene negli uffici dell’azienda dei Vrenna al Passovecchio e l’argomento riguarda le strategie di mercato. Si stanno valutando gli ultimi acquisti da fare e mettere a disposizione del nuovo mister. Si sta valutando l’acquisto di difensori e attaccanti per preparare la squadra per il ritorno nella massima serie. Ovviamente non si fanno nomi. Vrenna sa che l’argomento caldo è quello dello stadio e della posizione assunta dalla Soprintendenza ai beni archeologici, che ha perentoriamente chiesto lo smantellamento della tribuna e della curva, cioè le strutture temporaneamente autorizzate due anni fa per la prima promozione in A. Vrenna è visibilmente preoccupato. Spiega di non comprendere la rigidità della Soprintendenza alla luce del fatto che le strutture in questione non producono danni ai reperti archeologici sottostanti, e al momento non ci sono soldi e progetti per effettuare scavi nell’area dello stadio. Resta interdetto quando viene informato che uno dei soprintendenti regionali dell’archeologia, lo scorso 30 luglio, alla Regione Calabria non ha voluto firmare la schede del progetto Antica Kroton riguardante gli scavi nell’area dello stadio. Quella scheda sarà valutata, insieme ad altre, direttamente dagli uffici del Mibact. Alla domanda su cosa farebbe se domenica, in occasione della partita casalinga di coppa Italia, dovesse trovare i carabinieri che impediscono l’accesso al campo, il presidente sbotta: «Sarebbe la fine della storia del Crotone». E torna a parlare dei tifosi, che lo hanno «lasciato da solo» nella difficile battaglia dello stadio. I tifosi che «non hanno compreso i sacrifici che si fanno». «Abito vicino al mare – aggiunge Vrenna – e ancora non ho fatto un solo bagno». Sta viaggiando continuamente: prima per il procedimento giudiziario contro il Chievo e, poi, per il mercato. L’amarezza è tanta e, senza mai dirlo chiaramente, fa intendere che è pronto a lasciare. Quando, però, torna a parlare di mercato dimentica l’amarezza per il comportamento dei tifosi e sorride pensando ad un possibile ritorno in serie A. La passione batte uno a zero l’amarezza.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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