Crotone, da Sculco compiti a casa e «bacchettate» agli assessori

Il leader dei DemoKratici scuote i componenti della giunta Pugliese: «Dovrebbero dotarsi di un “quaderno” delle attività da svolgere per non andare avanti a casaccio»

Gli otto assessori comunali di Crotone devono dotarsi di un «quaderno delle attività». La richiesta arriva dal leader del movimento dei DemoKratici, Enzo Sculco. Evidentemente il “reuccio” di via Firenze non è soddisfatto di come vanno le cose nell’amministrazione comunale e per questo ha deciso di introdurre «il quaderno delle attività, in modo che gli assessori non vadano avanti a casaccio o a memoria». Secondo il leader che ha messo in piedi la coalizione che ha eletto Ugo Pugliese alle guida della città pitagorica «c’è la necessità di fare di più e meglio», anche se, nel prosieguo del suo ragionamento, esalta le cose fatte in due anni di governo. «La gente di Crotone – ha detto Sculco – dovrebbe capire che è stata conclusa l’attività per chiudere il cerchio della bonifica, non c’è più lo sversamento della fogna a mare, è stato realizzato un progetto nuovo per la pubblica illuminazione, che fa risparmiare un sacco di soldi. È stato finalmente chiuso il piano Versace». Quando il giornalista gli fa notare che di tutte queste cose la gente non ha contezza, il “reuccio” replica senza pensarci un attimo: «La gente ha voglia di parlare contro e vuole individuare un nemico da abbattere». Secondo Sculco, invece, «ci sarebbe bisogno di partecipazione critica e costruttiva». La critica va bene, ma l’obiettivo deve restare sempre quello del «bene della città». Tornando al “quaderno”, sollecitato a dire cosa intenda fare nei confronti degli assessori che non intendono svolgere i “compiti a casa”, Sculco risponde con una metafora scolastica: «Saranno bacchettati nelle mani». Mentre dice queste cose agita un righello di plastica che, secondo il racconto della figlia Flora (consigliere regionale di Calabria in rete), ha già utilizzato per attirare l’attenzione dell’assessore all’Urbanistica di Crotone, Rori De Luca. Flora ha riferito che, mentre il padre parlava, De Luca si era distratto ed allora il “reuccio” ha usato il righello. Tutti insomma devono svolgere il loro compito ed essere all’altezza del ruolo, Sculco non ammette deroghe nemmeno per la burocrazia comunale nei confronti della quale addirittura è più severo. È vero che la pianta organica del Comune di Crotone prevede 450 dipendenti e ve ne sono solo 240, ma è pur vero che «i danni maggiori alla città sono stati prodotti dai dipendenti del Comune». La coalizione che governa Crotone ha già messo mano ai dirigenti, mandando a casa quelli che ha avuto in eredità e nominandone due nuovi, Giuseppe Germinara e Maria Teresa Timpano, “importati” dalla Provincia di Crotone attraverso l’articolo 110 del Tuel . Sculco annuncia che presto ci sarà la nomina di «un nuovo 110» e ha parole di elogio soprattutto per le attività dell’ingegnere Germinara che, da solo, gestisce Urbanistica e Lavori pubblici. Il suo giudizio sull’attuale segretario generale Pasquale Monea non è negativo, anche se lo vorrebbe più presente nel palazzo comunale. Le attività della giunta non vanno come Sculco vorrebbe tanto è vero che ha dovuto introdurre “il quaderno” dei compiti da svolgere, così sarà più facile verificare ed esprimere un giudizio. Non ci sono rimpasti in vista, ma se mai ce ne sarà bisogno tutto sarà rinviato a dopo le elezioni europee.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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