Lo “scenario di guerra” nel Lametino. «Dalla Prociv solo un’allerta gialla» – FOTO E VIDEO

Le immagini della drammatica situazione dopo le esondazioni e i crolli. Tansi (Prociv): «Segnalazioni ai sindaci in tempo reale». Agricoltori e amministratori locali chiedono interventi urgenti

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C’è anche un timido raggio di sole che si affaccia sui campi di San Pietro Lametino quando ormai la tragedia si è consumata e le ricerche vanno avanti per cercare di trovare il bimbo di due anni ancora disperso dopo la tragedia in cui hanno perso la vita sua madre, Stefania Signore, e il fratello di 7 anni. Le foto che vi proponiamo in alto sono state scattate venerdì. Raccontano le ricerche, il tentativo di mettere in sicurezza l’area dopo le esondazioni del giorno precedente. E una devastazione che fa sembrare le campagne di Curinga uno scenario di guerra.

«SOLO UN’ALLERTA GIALLA» «Dalla Protezione civile è arrivata solo un’allerta gialla e qui nel territorio di Curinga stiamo lavorando solo con i mezzi del Comune e con quelli che i privati hanno messo a disposizione». Pasquale Ferraro, consigliere comunale del piccolo centro del Lametino, racconta una notte di soccorsi dopo la tragedia che ha spezzato due vite, quella di Stefania Signore e di suo figlio di sette anni (l’altro bimbo che viaggiava con la madre giovedì sera è ancora disperso). E ripropone una questione della quale il Corriere della Calabria si era occupato nei giorni scorsi, quella del sistema di allertamento che, denunciano molti amministratori locali, pone i Comuni alla fine di una catena di responsabilità per completare la quale non dispongono dei mezzi necessari. «Siamo stati noi – dice Ferraro – a segnalare alla Protezione civile che qui la situazione era grave e che attorno alle 21 c’erano intere famiglie isolate per il crollo dei ponti e le frane».

 

«I MESSAGGI SONO ARRIVATI» È Carlo Tansi, capo della Protezione civile regionale, a spiegare quali siano i meccanismi che si azionano nel caso di eventi atmosferici rilevanti. «Non c’è soltanto l’allerta che viene diramata quotidianamente, c’è anche una rete di 150 pluviometri collegati in tempo reale con la nostra sala operativa. Quando una certa soglia viene superata, ai sindaci arriva un messaggio: “Sta per accadere qualcosa”. E poi neppure l’allerta gialla va sottovalutata; in alcuni casi in quelle condizioni c’è il rischio di perdita di vite umane». Più ampio è il discorso che riguarda la prevenzione: «Se si pulissero i fiumi e si curassero argini e briglie la Protezione civile non esisterebbe».
«Prima dobbiamo cercare i dispersi e mettere in sicurezza i luoghi colpiti dall’alluvione per garantire l’incolumità delle persone che ci vivono e poi cominceremo la conta dei danni, che sono comunque, posso anticiparlo, molto ingenti», ha detto poi Carlo Tansi all’Ansa.
«L’emergenza – spiega Tansi – non è ancora finita. La pioggia, anche se in quantità inferiore rispetto a ieri, sta flagellando ancora molte zone della Calabria. L’area maggiormente colpita dal nubifragio non è tanto quella del Lametino, anche se lì purtroppo abbiamo dovuto contare due vittime, una donna ed il figlio di sette anni, mentre un altro figlio di due anni della stessa donna risulta ancora disperso, bensì la fascia jonica compresa tra le province di Crotone, che è la più danneggiata, e di Catanzaro. Nel Crotonese, in particolare, ancora la scorsa notte sono esondati due torrenti, con conseguente allagamento di ampie zone e di molte abitazioni. È stato necessario evacuare a titolo cautelativo oltre duecento persone che adesso, progressivamente, grazie al miglioramento delle condizioni atmosferiche, stanno facendo rientro nelle loro case. Dobbiamo essere molto cauti, comunque. Fino alla mezzanotte di oggi permane in tutta la Calabria l’allerta arancione, mentre per domani è prevista l’allerta gialla, con le cautele per tutti che ne conseguono. Il pericolo è sempre incombente e bisogna essere preparati a tutto».

 

RIPRESE LE RICERCHE Nelle immagini del Nucleo di soccorso alpino e speleologico della Calabria, le ricerche – riprese dalle prime ore del mattino di venerdì – del bimbo di due anni disperso da giovedì sera nell’area di San Pietro Lametino.

 

L’APPELLO DI AGRICOLTORI E AMMINISTRATORI «La mancanza di manutenzione ci ha messi in ginocchio». Gli agricoltori del Lametino chiedono, ai nostri microfoni, un intervento da parte della Regione per fronteggiare le difficoltà dopo l’alluvione di giovedì. Per il sindaco di Curinga, Vincenzo Serrao «è un disastro totale, tra ponti saltati e danni non sappiamo da dove cominciare»





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