Per il dopo Scura un generale e un ex dg dell’era Loiero

Tutti d’accordo sulla scelta del generale Cotticelli come commissario. Nei 5Stelle qualche dubbio sul vice Schael, scelto (e poi “licenziato”) dall’allora giunta di centrosinistra per guidare la sanità a Crotone. Il nodo politico dell’emendamento anti-Oliverio ancora da approvare. Domani il consiglio dei ministri

I nomi, per quanto possano apparire blindati, non sono ufficiali. Per il sigillo definitivo bisognerà attendere il prossimo Consiglio dei ministri, programmato per martedì alle 20,30, ma i boatos, sempre più consistenti, danno quasi per certa la nomina al vertice della sanità calabrese di Saverio Cotticelli, generale dei carabinieri. Sarà lui, molto probabilmente, a prendere il posto di Massimo Scura, la cui esperienza al timone del settore viene considerata da tempo arrivata al capolinea. Tra poco più di 24 ore si saprà se le voci siano fondate. Voci che riguardano anche il sub commissario: viene dato in pole position Thomas Schael, vecchia conoscenza della burocrazia regionale. Schael, quando la Regione era governata dal centrosinistra di Agazio Loiero, fu scelto come direttore generale dell’Asp di Crotone dall’allora assessore alla Sanità Doris Lo Moro.

Thomas Schael

Sul manager di origini tedesche – nel suo curriculum indica proprio il tedesco come prima lingua: chissà quanto gradirà Salvini – ci sarebbe qualche perplessità tra i Cinquestelle. I dubbi sarebbero dovuti proprio ai suoi legami con una stagione che per il M5S non rappresenta certo la discontinuità chiesta per il settore. Di certo il manager non è un nome nuovo: dopo l’esperienza in Calabria – finita tra le polemiche con l’allontanamento deciso dal presidente della giunta regionale (e pure con una coda giudiziaria) – ha avuto un ruolo importante nell’Asl Napoli 2 nord (permanenza condita pure in quel caso da polemiche), prima di affacciarsi alla guida dell’Azienda sanitaria di Bolzano. Con risultati buoni secondo i tecnici ma non secondo la politica, che ne ha rescisso il contratto nel luglio scorso (era al timone da poco più di tre anni). Perché? Secondo quotidianosanità.it la Provincia lo ha accusato di aver lasciato i dipendenti senza assicurazione per colpa grave; di contro, fonti vicine a Schael, sottolineano come l’ex dg non abbia voluto assecondare la Giunta nella scelta di prorogare la polizza in atto perché troppo costosa e pagata in buona parte dal contribuente. Secondo il portale, però, sulla scelta potrebbe aver pesato anche l’introduzione del tetto reddituale di 240mila euro per i dirigenti medici e amministrativi. O addirittura la sua posizione a favore delle vaccinazioni in un territorio a forte spinta no-vax.

IL NODO POLITICO Questi i nomi: resta da sciogliere un nodo tecnico-politico. Nelle scorse settimane, infatti, la maggioranza giallo-verde ha previsto, all’interno del Decreto fiscale approvato dal governo nello scorso ottobre, una norma (già stralciata a fine settembre dal decreto emergenze) che sancisce l’incompatibilità tra le figure di governatore e commissario alla Sanità. Il Decreto, però, non è ancora stato approvato dal Parlamento e, dunque, almeno in linea teorica, Oliverio potrebbe ambire alla poltrona rimasta vacante. La logica dell’emendamento anti-governatori era apparsa chiara: non dover ricorrere a forzature per escludere la politica dall’ambito gestionale. Se la nomina arrivasse martedì prossimo, invece, questa forzatura ci sarebbe eccome. E il presidente della giunta regionale avrebbe un argomento politico da spendere contro il governo. Quisquilie politiche, forse. O forse no, visto che una parte dei Cinquestelle avrebbe preferito un passaggio più in linea con le regole d’ingaggio. E, dopo cinque anni di battaglie sulla sanità, non pensava di vederla affidata a un commissario campano e a un sub comandante tedesco.







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