Crotone, l’eroe Mustapha diventa “cavaliere”: «Felice, ma aspetto un lavoro»

L’ambulante magrebino che ha difeso la dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” aggredita ha ricevuto l’onorificenza da parte del presidente della Repubblica

CROTONE In molti lo hanno definito «un eroe», ma lui si è sempre schermito sostenendo di avere fatto «una cosa normale». Mustapha El Aoudi, 40 anni, in Italia da quando ne aveva appena due, venditore ambulante, dice di essere «felice» per la nomina a “cavaliere” conferitagli oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il suo intervento che il 4 dicembre scorso ha consentito di salvare la vita di una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita da un uomo che l’ha colpita più volte con un cacciavite. Ma la felicità non può bastargli. Ciò che desidera più di qualsiasi altra cosa è un lavoro per dare un futuro alla moglie e ai suoi tre figli, nati tutti in Italia e che oggi hanno 14, 10 e 3 anni.
Mustapha, quel giorno, si trovava con la sua bancarella, come avviene ormai da molti anni, davanti all’ingresso dell’ospedale. Quando ha visto quell’uomo aggredire la dottoressa, che peraltro conosceva perché la vedeva praticamente ogni giorno e scambiava con lei il saluto e, di tanto in tanto, anche qualche parola, non ci ha pensato su due volte: gli si è gettato addosso e gli ha strappato di mano il cacciavite con cui aveva ferito la professionista, consentendo poi ad alcuni poliziotti di bloccarlo e condurlo in Questura.
Si è scoperto poi che l’aggressore accusava la dottoressa della morte della madre, deceduta più di un anno fa a causa di un carcinoma mentre era ricoverata nello stesso reparto in cui svolge servizio la professionista aggredita. «Quando mi è stata comunicata la nomina a cavaliere – dice Mustapha – mi sono sentito onorato e gratificato perché è un riconoscimento sicuramente importante. Considero davvero un onore che lo Stato italiano mi abbia attribuito questa onorificenza. Vorrei però che questo stesso Stato, del quale dopo tanti anni mi sento di fare parte a tutti gli effetti, mi gratificasse con un lavoro stabile e dignitoso. Ne avrei tanto bisogno non solo per la mia famiglia. Con noi vive anche mio padre, che è gravemente malato e ha bisogno di continua assistenza e cure costose. Non ho la forza economica per affrontare tutte queste incombenze, anche perché mia moglie, per gli impegni familiari che deve affrontare, non può lavorare. Io sono stato sempre generoso con tutti. E cerco ogni giorno di inculcare nei miei figli il senso del rispetto per il prossimo».
Mustapha spera adesso che la nomina a Cavaliere lo aiuti a trovare un lavoro. L’auspicio, a questo punto, è che la sua speranza non resti delusa. (Ansa)







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