Pugliese contrario alla discarica di Scandale: «Crotone ha già dato»

Prosegue la polemica dopo il via libera all’impianto per rifiuti speciali non pericolosi a Santa Marina. Il primo cittadino: «È bene che le attenzioni si rivolgano altrove»

CROTONE «Ho più volte manifestato come sindaco prima, poi come presidente della Provincia e come presidente dell’Ato la netta contrarietà alla installazione di una discarica nel territorio della provincia». Secondo il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non c’è mai stato un accordo con la Regione Calabria per costruire una discarica di 450mila metri cubi a Santa Maria di Scandale, area confinante con il territorio comunale della città pitagorica. L’accusa era stata avanzata dall’ex sindaco di Scandale Igino Pingitore (qui l’articolo), che aveva portato a prova del suo ragionamento l’ordine del giorno dell’assemblea della Comunità Ato 3 del 9 gennaio 2018. L’odg, al quarto punto, prevedeva la discussione su “Richiesta parere istanza di verifica assoggettabilità a Via e di modifica Aia discarica rifiuti speciali loc. Santa Marina del Comune di Scandale – Aia . 2014/2010 da parte della Regione Calabria”. Se Pugliese ha convocato quella riunione con i sindaci dell’Ato 3 per esprimere il parere sulla realizzazione della discarica, secondo il ragionamento di Pingitore significa che ha concordato il percorso con la Regione. Pingitore racconta che la proposta non è stata condivisa dai sindaci presenti alla riunione del 9 gennaio dell’anno scorso solo per la sua ferma opposizione al progetto. Pugliese invece smentisce e sottolinea che la sua contrarietà al progetto della discarica «non è stata solo informale ma verbalizzata in sede di riunione dei sindaci del distretto Ato e formalizzata alla relativa conferenza dei servizi regionale». Secondo Pugliese «il documento al quale si fa riferimento è stato consegnato alla Conferenza dei servizi, luogo deputato per fare osservazioni». Continuando il sindaco aggiunge: «Non mi sembra che in Conferenza dei servizi sia stato registrato alcun parere negativo se non quello espresso dal sottoscritto». Secondo quanto riferisce Pugliese «tutti i pareri tecnici sono di segno positivo già dal 2014». A questo punto dello scontro sarebbe opportuno chiarire la data della riunione a cui si riferisce Pugliese, perché serve per capire chi fosse all’epoca il sindaco di Scandale: Pingitore o il suo successore, Antonio Barberio? Se Pugliese si riferisce all’ultima riunione, quella del 10 gennaio scorso, che ha dato il via libera alla discarica, sostiene che anche l’attuale sindaco di Scandale si sarebbe espresso a favore della discarica, mentre è nota la posizione contraria di Barberio. Almeno questo dice quest’ultimo quando afferma che sta studiando le carte per presentare ricorso avverso al progetto.
Il progetto della discarica di Santa Marina viene da lontano: è stato proposto nel 2009 per smaltire rifiuti speciali pericolosi. Il tentativo era stato momentaneamente scongiurato per la rivolta popolare e i diversi ricorsi legali che ne erano conseguiti. L’idea non fu però definitivamente accantonata perché, come scrive Pugliese, «oggi viene richiesto il cambio codici Cer per rifiuti speciali non pericolosi» e la Regione Calabria approfitta dell’occasione per realizzare una discarica a servizio dell’impianto di lavorazione Rsu di Ponticelli, che opera nel territorio comunale di Crotone. Ma la città pitagorica e la sua provincia, come sottolinea Pugliese, «hanno già dato» ed «è bene che le attenzioni si rivolgano altrove». Crotone infatti, come abbiamo scritto qui, è letteralmente accerchiata dagli impianti di trattamento dei rifiuti. In pochi chilometri di territorio ci sono concentrati, tra attivi e dismessi, ben cinque impianti di smaltimento o lavorazione dei rifiuti a cui si aggiungono anche centrali a metano che quotidianamente scaricano nell’ambiente circostante polveri sottili.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it







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