Documenti «non veritieri» per l’autorizzazione alla discarica di Scandale

Il sindaco del Comune alle porte di Crotone si oppone alla realizzazione del progetto e contesta le procedure con cui si è arrivati al via libera

CROTONE L’autorizzazione della discarica di Santa Marina di Scandale, alle porte di Crotone, è stata data sulla base di documenti «non veritieri». Non c’è stata conciliazione tra le istituzioni convocate a Roma dal Dipartimento per il coordinamento amministrativo presso la Presidenza del Consiglio. Il tentativo di arrivare a una soluzione condivisa si era reso necessario perché il ricorso presentato dal Comune di Scandale ai sensi della legge n. 241/90 prevede questo passaggio. La conciliazione è però fallita perché la Provincia di Crotone, rappresentata dal consigliere delegato Rino Lerose, si è opposta al progetto della discarica, nonostante gli uffici del settore ambiente dell’ente intermedio si erano espressi favorevolmente. Un altro no secco è arrivato dal vicepresidente dell’Ato 3, Tommaso Blandino, sindaco di Rocca di Neto, che ha ribadito la posizione espressa all’unanimità in una riunione dei sindaci. Provincia e sindaci del Crotonese sono assolutamente contrari alla realizzazione del nuovo impianto dei rifiuti a Santa Marina. Contro si è detto anche il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, che ha presentato il ricorso. Barberio è entrato nel merito della questione ricordando ai rappresentanti dell’Ufficio per il coordinamento amministrativo che dal 2016 al 2019 c’erano state tre conferenze dei servizi convocate dalla Regione Calabria, due a cui ha partecipato il precedente sindaco di Scandale, Igino Pingitore, e l’ultima, quella del 10 gennaio scorso, a cui era presente Barberio. In nessuna delle tre riunioni il Comune di Scandale ha espresso parere favorevole. Nel 2015, però, il Comune di Scandale avrebbe rilasciato il certificato di catasto incendio che secondo Barberio sarebbe «non veritiero». Quel certificato è risultato indispensabile per ottenere il via libera al progetto della discarica. Ma l’area, secondo il resoconto di Barberio, è soggetta agli incendi per cui non sarebbe idonea ad ospitare un impianto di rifiuti. L’altra questione sollevata dal sindaco di Scandale riguarda l’annullamento deciso dal capo dello Stato della proposta avviata nel 2009 di realizzare una discarica di amianto nel sito di Santa Marina. La conferenza dei servizi del 10 gennaio scorso ha rimodulato quel progetto, che era stato annullato. Grande meraviglia ha suscitato nei rappresentanti della Presidenza del consiglio il fatto che per una discarica approvata nel 2010 non si è ancora realizzato un solo intervento a livello strutturale. I rappresentanti della Presidenza del Consiglio pensavano, invece, che l’impianto fosse stato già realizzato. Le posizioni assunte dal Comune di Scandale, dalla Provincia e dall’Ato, quindi, rappresentano un’importante novità alla luce della quale le cose potrebbero cambiare. Il Comune di Scandale non demorde e chiede nuove procedure con lo scopo di arrivare all’annullamento definitivo del progetto.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it







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