L’Arpacal: «Nessun pericolo radioattivo al Castello di Crotone»

Il report dell’Agenzia tranquillizza: «Concentrazione di radon assolutamente in linea con i livelli che abitualmente si registrano in atmosfere esterne»

di Gaetano Megna
CROTONE
Non ci sono livelli di radioattività pericolosi per le persone all’interno del castello Carlo V di Crotone. Lo dicono i dati del report del censimento sui siti tenorm e misurazioni radon realizzato dall’Arpacal e pubblicati oggi. Nel verbale redatto dai tecnici dell’Arpacal si evidenzia che «la concentrazione di radon outdoor nel castello, come ci si aspettava è assolutamente in linea con i livelli di radon che abitualmente si registrano in atmosfere esterne. Tra l’altro su questo punto si è supportati da misure effettuate in altri siti contaminati da Tenorm, nella città di Crotone, a 30 cm rispetto alla superficie contaminata a vista». L’indagine diagnostica condotta dall’Arpacal ha riguardato la parte esterna, i locali che ospitano la biblioteca comunale e gli altri locali presenti all’interno del “monumento”. Nella parte chiuse addirittura i prelievi sono stati effettuati quando gli stessi non venivano aperti da mesi. In questi casi, se la contaminazione radioattiva è presente, risulta in quantità più elevata. Così non è per il castello di Crotone dove, secondo i dati del report Arpacal, i livelli di contaminazione non risultano essere elevati, perché «stante le misure osservate, la struttura primaria del castello sembra rappresentare una barriera diffusoria persino per il radon, generato dalle sorgenti estese di Tenorm, allocate nella parte limitrofa». 
Non ci sono pericoli, ma il castello continuerà a restare chiuso al pubblico, perché il Mibact, in collaborazione, con il ministero dell’ambiente devono completare il progetto di bonifica avviato per eliminare i residui industriali. Il castello è stato chiuso con un’ordinanza sindacale, la numero 32 del 5 aprile 2018. Il primo cittadino di Crotone, Ugo Pugliese, ha emanato l’ordinanza di chiusura in seguito ad una richiesta avanzata dalla senatrice pentastellata Margherita Corrado di verificare la pericolosità dei residui industriali presenti nel sito. Da quel momento il castello è rimasto interdetto al pubblico e non sono state poche le rimostranze dei numerosi turisti che, venuti a Crotone, pensavano di potere visitare il monumento. Rimostranze che sono state anche esplicitate in numerose interviste rilasciate alle tv locali. Il monumento potrà essere restituito alla città e ai visitatori solo quando saranno ultimate le attività di bonifica che, a detta dei tecnici, non dovrebbero essere molto impegnative e non dovrebbero richiedere tempi lunghi. Il problema è rappresentato proprio dai tempi che la burocrazia si dà in questi casi. I ministeri interessati dovrebbero valutare l’importanza che il monumento riviste per l’offerta turistica di una città che si candida a fare della cultura un proprio punto di forza.

redazione@corrierecal.it







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