No allo stato di calamità per Crotone, ma il sopralluogo della Prociv «non c’è mai stato»

La denuncia di tre imprenditori le cui aziende sono state colpite dal tornado del 25 novembre: «La visita degli ispettori della Protezione civile non è mai stata effettuata». Un migliaio di dipendenti ora rischia il posto di lavoro

CROTONE La Protezione civile non avrebbe mai fatto sopralluoghi nelle aziende crotonesi che hanno subìto i danni del tornado del 25 novembre scorso. A sostenerlo sono tre imprenditori: Sergio Torromino, Ciccio Graziani e Franco Carraro. Le imprese di cui sono proprietari sono tra le più importanti che operano a Crotone: Metalcarpenteria, Graziani e Car.Met. Tre aziende che contano un migliaio di dipendenti che, ora, rischierebbero il posto di lavoro per la decisione assunta dal governo di non riconoscere lo stato di calamità. La decisione del Consiglio dei ministri è stata adottata sulla base della relazione fatta dai rappresentanti della Protezione civile che, il 12 febbraio scorso, sono venuti a Crotone per effettuare il sopralluogo. La relazione è stata effettuata come se quel sopralluogo sia avvenuto, ma gli imprenditori negano categoricamente che la circostanza si sia verificata. Graziani, che dei tre è l’imprenditore con più anni di attività sulle spalle, dice che ha dovuto rimboccarsi le maniche in quanto aveva una commessa che prevedeva una penale altissima. Il mancato riconoscimento dello stato di calamità è anche legato al fatto che gli imprenditori crotonesi si sono messi subito in moto per far ripartire le loro attività. Avrebbero dovuto fermare gli impianti e aspettare il 12 febbraio la visita degli ispettori della Protezione civile che, poi, a dire dei tre imprenditore non c’è stata. Carraro aggiunge alle dichiarazioni di Graziani che la sua azienda ha ancora evidenti danni, che non sono stati recuperati e che, quindi, se ci fosse stata l’ispezione la Protezione civile non avrebbe potuto sostenere cose diverse . Torromino ricorda che la sua azienda ha dovuto fare ricorso alla cassa integrazione e alla delocalizzazione dei lavoratori in altre strutture di sua proprietà per onorare le commesse. Questa mattina il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e l’assessore comunale alle Attività produttive, Sabrina Gentile, hanno convocato un incontro con gli imprenditori e le associazioni di categoria per decidere le strategie da adottare per il riconoscimento dello stato di calamità.

IL VERTICE IN COMUNE Un tavolo tecnico per affrontare la vicenda del mancato riconoscimento della calamità naturale per gli eventi atmosferici del 20 e 25 novembre scorsi. È la proposta avanzata dall’amministrazione comunale di Crotone agli imprenditori e alle associazioni di categoria a conclusione di un vivace incontro, tenutosi questa mattina nella sala del consiglio comunale di Crotone. Prima di tutto l’amministrazione comunale chiederà la relazione tecnica effettuata dalla Protezione civile in seguito al sopralluogo effettuato alle aziende crotonesi lo scorso 12 febbraio. Gli imprenditori hanno ribadito di non avere avuto nessuna visita da parte dei tecnici della Protezione civile alla data del 12 febbraio scorso. La relazione serve per capire come impostare l’attività da mettere in campo per arrivare al riconoscimento sino ad oggi negato. Al momento c’è solo una nota trasmessa a Confindustria dalla prefettura di Crotone nella quale si legge: «Si fa seguito a precorsa corrispondenza concernente l’oggetto e si rappresenta che la Presidenza del consiglio dei ministri-Dipartimento della Protezione civile ha fatto presente che gli eventi in oggetto non sono riconducibili nell’alveo dell’art. 7 lette c) D.Lgs 2 gennaio 3018. Per siffatte ragioni, le conseguenze dei citati eventi dovranno essere fronteggiati nell’ambito dei poteri e competenze attribuiti dalla normativa alle Amministrazioni ed agli enti ordinariamente preposti». La relazione serve per capire meglio quanto scritto dalla Prefettura di Crotone. Potrebbe anche servire per intraprendere un’azione legale contro le decisioni assunte dalla Protezione civile sulla base della mancata ispezione del 12 febbraio scorso. Non è stato un confronto sereno quello tra l’amministrazione e gli imprenditori, che hanno più volte chiesto «di non volersi infilare in un procedimento lungo e senza alcuna soluzione». Alla fine è stata condivisa la proposta avanzata dal sindaco Ugo Pugliese dell’apertura del tavolo tecnico con la presenza anche delle parlamentari espressioni del territorio. La proposta formalizzata è contenuta in un documento che si pone l’obiettivo di risolvere tutte le questioni pendenti. E «le misure che potrebbero essere attivate vanno inserite in un Apq tra Stato e Regione e finalizzate alle sole imprese che sono state colpite dagli eventi calamitosi del 20 e 25 novembre». Sarà chiesto di inserire la problematica tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi in Calabria.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it







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