Crotone, il Pd fa da stampella a Pugliese e il capogruppo si dimette

Il passo indietro di Michele Ambrosio: «Non c’è più coerenza». Sullo sfondo delle divisioni interne il legame tra il governatore Oliverio e gli Sculco

di Gaetano Megna
CROTONE Le dimissioni sono state già messe nero su bianco e lunedì, appena rientrerà in sede, il capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Crotone Michele Ambrosio le depositerà al protocollo del Comune. Le ragioni che hanno determinato la scelta di lasciare il ruolo di capogruppo, a pochi mesi dalla sua elezione, le spiega lo stesso Ambrosio in poche parole: «Non c’è più coerenza». Aveva accettato di rappresentare il Pd solo perché il partito gli aveva chiesto di aprire il nuovo corso all’interno del Consiglio. Il gruppo avrebbe dovuto determinarsi su una linea precisa: l’opposizione alla maggioranza guidata dal sindaco Ugo Pugliese. Un concetto che, lo scorso 14 febbraio, era stato ribadito dal segretario cittadino del Pd, Antonella Stefanizzi, nella relazione fatta in occasione dell’assemblea del partito. La segretaria cittadina aveva detto a chiare lettere che «i consiglieri comunali e il Pd non avrebbero dovuto più presentarsi in Consiglio in ordine sparso». Secondo Stefanizzi occorreva rispettare il mandato avuto dagli elettori, che era quello «di stare all’opposizione». Si indicava, quindi, una strada diversa da quella sino ad allora percorsa, che vedeva alcuni consiglieri eletti nelle liste del Pd sostenere la maggioranza e garantire spesso il numero legale nelle sedute consiliari. Che cosa è cambiato rispetto al 14 febbraio? Una parte del Pd ha sottoscritto l’accordo per presentare liste comuni, con la maggioranza che governa il Comune, per le elezioni del consiglio provinciale. Liste condivise dal segretario cittadino e da quello provinciale, Gino Murgi. Da una parte, quindi, si ribadisce che in consiglio comunale si sta tutti all’opposizione e dall’altra si sottoscrive l’accordo con la maggioranza per le Provinciali. Comune e Provincia sono interdipendenti in quanto a votare per gli organismi dell’ente intermedio sono gli stessi consiglieri comunali. La situazione evidentemente non è stata digerita da Ambrosio che ha deciso «per coerenza» di fare un passo indietro. Il messaggio che manda è chiaro: sbrigatevela da soli, perché io a queste condizioni non ci sto più. Che cosa e chi ha determinato il cambiamento? La chiave di lettura è una sola: l’intervento del governatore della Calabria, Mario Oliverio. Sono stati i suoi più stretti collaboratori ad incontrare Pugliese ed Enzo Sculco, leader della coalizione che governa il Comune di Crotone. Il presidente della Regione, poi, non ha mai nascosto il rapporto positivo che ha con gli Sculco. Proprio oggi verrà a Crotone per partecipare ad una iniziativa organizzata dalla consigliera regionale Flora Sculco. A Crotone è annunciata anche la presenza di Carlo Guccione, che potrebbe provocare qualche elemento di disturbo proprio per il governatore. Mentre il presidente partecipa e conclude l’iniziativa messa in piedi dalla consigliera regionale, in un altro locale della città pitagorica le donne del Pd parleranno del tema della famiglia. Anche in questo caso il Pd si divide in due: una parte seguirà il dibattito, con la presenza di Oliverio, e un’altra sarà con le donne del partito che, tra l’altro, hanno chiesto al governatore di essere presente per un saluto. Evidenti le divisioni che hanno portato Ambrosio a decidere di sbattere la porta. (redazione@corrierecal.it)







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