Crotone, dopo il tornado la cassa integrazione

Crisi di liquidità per la Metalcarpenteria, il Tribunale ha dichiarato aperta la procedura di concordato preventivo. Nella fabbrica lavorano 141 persone

CROTONE Crisi di liquidità per la Metalcarpenteria. Il Tribunale di Crotone ha accolto la richiesta dell’imprenditore Sergio Torromino ed ha dichiarato «aperta la procedura di concordato preventivo con continuità aziendale». I 141 lavoratori della fabbrica pitagorica non verranno licenziati, ma per alcuni di loro sarà necessario il ricorso alla cassa integrazione. La proprietà aziendale si è impegnata a presentare un nuovo piano industriale e il programma per il rientro dai debiti entro il prossimo 16 settembre. «Sono fiducioso – ha detto Torromino – e si va avanti con la dovuta cautela». A determinare la crisi dell’azienda è stato «il default di alcuni grandi clienti nazionali ed internazionali» a cui si è aggiunto il danno provocato dal tornado che si è abbattuto su Crotone lo scorso 25 novembre. Torromino ha quantificato in circa due milioni di euro i danni subiti dalla sua azienda. Danni che non sono, poi, stati riconosciuti dalla Protezione civile nazionale, perché le aziende crotonesi, compresa la Metalcarpenteria, hanno ripreso le attività senza l’aiuto di nessuno. Non c’è più liquidità e «la società aveva già avviato nei mesi scorsi un nuovo piano strategico e organizzativo che prevedeva uno sviluppo internazionale attraverso joint venture tecniche e commerciali, dando l’avvio al passaggio da una gestione prettamente familiare a una impostazione fortemente manageriale». Nonostante le difficoltà la fabbrica non si ferma. (gm)







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