Teleneuroriabilitazione, intesa tra il Sant’Anna di Crotone e un istituto tedesco

L’accordo servirà per favorire il trattamento assistito domiciliare

CROTONE Lo sviluppo della cura delle malattie neurologiche degenerative attraverso la telemedicina e, quindi, un trattamento assistito domiciliare, è in condizione di centrare due obiettivi: aiutare chi abita lontano dai centri di riabilitazione e sgravare i pazienti e le loro famiglie dai costi economici cui si va incontro con il ricorso alle terapie tradizionali. Su questo orizzonte si inserisce la firma della convenzione tra l’Istituto Sant’Anna di Crotone, centro di alta specialità riabilitativa per le gravi cerebrolesioni, ed il Deutsche zentrum fur neurodegenerative erkrankungen (Dzne), con sede a Bonn, che riunisce 11 centri tedeschi che si occupano di malattie neurodegenerative. A siglare l’accordo sono stati il professor Pierluigi Nicotera, che dirige il Dzne e l’amministratore unico dell’Istituto Sant’Anna Giovanni Pugliese.
L’accordo è stato siglato nell’ambito della prima Conferenza internazionale di teleneuroriabilitazione, cui partecipano specialisti giunti da tutto il mondo, in corso a Crotone e organizzato dallo stesso Istituto Sant’Anna.
«Abbiamo deciso – ha detto Nicotera – di mettere assieme le nostre esperienze, le nostre capacità, ad esempio introducendo la telemedicina, i care manager, figure che seguono i pazienti a casa, anche in condizione di emergenza, e creando nuove modalità di terapie per le persone che hanno la demenza. A livello attuale è una ricerca, ma può essere naturalmente introdotta nei protocolli una volta che se ne dimostri l’efficacia». Nicotera ha sottolineato anche l’importanza del nuovo approccio sul piano della prevenzione. «In Germania – ha spiegato – abbiamo fatto degli studi che hanno validato l’idea che un intervento precoce con i care manager e la telemedicina sembra migliorare la qualità di vita».
«Durante una delle mie visite in Calabria – ha aggiunto Nicotera – sono rimasto estremamente impressionato dalla qualità del lavoro che si svolge all’Istituto Sant’Anna, da come il paziente viene trattato e, nello stesso tempo, dallo sviluppo di tecnologia come la robotica, l’uso dei computer e di altri sistemi per riuscire a riabilitare i pazienti, l’uso delle terapie per il dolore, la musica come terapia; tutti concetti avanzati che mi hanno lasciato l’idea di tornare e cercare una collaborazione. Questo è accaduto un anno fa e da allora ci siamo incontrati più volte e oggi abbiamo creato questo protocollo d’intesa. Ma in realtà stiamo già lavorando su alcuni progetti».
Pugliese ha sottolineato che la collaborazione avviata con il Dzne tedesco «mi inorgoglisce, mi fa gioire e ritengo che sia una cosa importante per l’Istituto Sant’Anna, per Crotone e la Calabria tutta. Per cercare di dare un servizio a persone che sono affette da malattie gravissime viene automatico cercare di darsi da fare e, quindi, di fare ricerca».
A margine della firma della convenzione, il direttore generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del ministero della Salute Giovanni Leonardi, ha ricordato che sulla teleneuroriabilitazione il Dicastero è impegnato, già dal 2016, a sviluppare un progetto presso gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e «i risultati di questa ricerca ci potranno dare degli indirizzi più certi sui vantaggi di nuove tecniche e, in seconda battuta, anche sull’ingresso nel Servizio sanitario, come modalità di erogazione, delle terapie presso il domicilio. I vantaggi sono tanti specialmente per quei cittadini che stanno lontano dai centri di riabilitazione».
Anche il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha detto che anche nella sanità calabrese «ci sono eccellenze che non possono essere sottovalutate come il Sant’Anna di Crotone che sono punti di riferimento a livello internazionale. Ed il fatto che che questo incontro si tenga a Crotone ne è riconoscimento».







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