Crotone, l’ospedale è un percorso a ostacoli per i diversamente abili

La presidente nazionale dell’associazione “Handicap sostenibile” denuncia una serie di disservizi. Situazione sempre più critica per la mancanza di medici e infermieri

di Gaetano Megna
CROTONE La difficile esperienza di una diversamente abile ricoverata all’ospedale di Crotone. La presidente nazionale dell’associazione “Handicap sostenibile”, Carmen Scandale, da «due settimane» ricoverata nell’unità operativa di chirurgia del “San Giovanni di Dio”, ha dovuto fare i conti con una serie di disservizi che hanno reso più dura la sua permanenza in corsia. Scandale denuncia che all’ospedale pitagorico «gli ascensori non funzionano da oltre una settimana, da tre giorni manca l’acqua calda in tutti i reparti di un’intera ala del nosocomio e non ci sono a sufficienza biancheria e coperte». A questi disservizi, che rendono difficile anche la vita di un paziente normodotato, va aggiunto il fatto che «i bagni per diversamente abili sono sprovvisti di maniglioni di appoggio e campanello obbligatori oltre che per logica anche per legge». Nulla da dire nei confronti del «personale medico e paramedico che fa i salti mortali per garantire l’assistenza ai pazienti», nonostante i numeri non siano quelli previsti dalla pianta organica e dai posti letto.
Il problema della mancanza di personale medico e infermieristico all’ospedale di Crotone è diventato davvero serio. Una questione sicuramente da non sottovalutare per le risposte da dare all’utenza, che avverte le difficoltà in cui operano i sanitari e spesso predilige la scelta dell’emigrazione sanitaria all’interno della stessa Calabria o addirittura fuori regione. Alla mancanza di medici e infermieri (soprattutto infermieri) in questi ultimi giorni si è aggiunta la rottura dello strumento per la risonanza magnetica. I pazienti dell’ospedale pubblico che devono essere sottoposti all’esame della risonanza magnetica vengono infatti trasportati al Marelli Hospital. Non è facile nemmeno eseguire la tac con mezzo di contrasto: anche per i ricoverati ci vuole più di una settimana. La degenza in ospedale si allunga e cresce la spesa sanitaria. Scandale in conclusione chiede «cosa aspettano i nominati dai politici a fare finalmente gli interessi della comunità». E li invita «ad avere uno scatto di orgoglio per un territorio bistrattato e sfruttato da troppo tempo». Secondo il presidente di Handicap sostenibile c’è bisogno «di rimboccarsi le maniche e mettersi finalmente al lavoro, perché gli incaricati sono anche profumatamente retribuiti». (redazione@corrierecal.it)







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