Isola, il maniero di Le Castella a rischio chiusura

Ritardi nel passaggio di consegne della gestione mettono a repentaglio l’apertura della struttura anche per l’estate. Sul piede di guerra gli operatori turistici e i commercianti

di Gaetano Megna
ISOLA CAPO RIZZUTO Potrebbe restare chiuso al pubblico anche nei mesi estivi. Negli anni passati il castello di Le Castella, simbolo del turismo della Calabria, ha fatto numeri importanti di visitatori. Quest’anno, però, è chiuso al pubblico e rischia di restare tale anche nei mesi estivi. Il problema è solo burocratico.
Non è stato completato l’iter previsto dal decreto Franceschini del 2014. Il decreto ha assegnato questo bene al Polo museale calabrese di Cosenza, che avrebbe dovuto prenderlo in carico. Il passaggio, evidentemente complesso, non è stato ancora ultimato. Dal 2014 al 31 dicembre del 2018 è stato temporaneamente assegnato al Comune di Isola Capo Rizzuto che, a sua volta, lo ha dato in gestione alla Proloco di Le Castella. In questo periodo di transizione il maniero è stato gestito da una cooperativa, composta per lo più da giovane donne. Nella gestione hanno prestato le loro attività lavorative mediamente otto giovani all’anno.
Le punte più alte lavorative si sono avute durante i mesi estivi, quando si raggiungono i picchi massimi di visitatori. Nei periodi di maggiore presenza hanno lavorato sino a 15 giovani. Nei mesi primaverili arrivano scolaresche da tutta la Calabria, ma anche dalle regioni limitrofe. Quest’anno ci sono state solo disdette. Le ragazze della Proloco dicono che hanno già disdettato l’80% delle scuole e molto alte sono state anche le disdette dei tour operator, che portano i pullman carichi di turisti a Le Castella. Tra l’altro Le Castella e la Calabria stanno subendo un danno enorme all’immagine e c’è un gruppo di giovane donne che non lavora più.
Il problema se lo sta ponendo la commissione prefettizia che amministra il Comune di Isola Capo Rizzuto, che ha chiesto un intervento del prefetto di Crotone. La scorsa settimana è stato convocato un incontro con le parti, ma non ci sono state novità di rilievo che possano far pensare al superamento delle criticità burocratiche e, quindi, alla riapertura del castello. Il rischio è serio e oggi chi arriva a Le Castella e scende al maniero è accolto da un grandissimo cartellone con la scritta “Benvenuti al castello Aragonese”, ma il cancello in ferro è chiuso. Sul piede di guerra sono scesi anche gli esercenti, che temono un calo di presenze e quindi di entrate economiche. Quello di Le Castella non è l’unico monumento chiuso al pubblico: in questa drammatica situazione c’è anche il castello Carlo V di Crotone.
Il maniero di Crotone è chiuso al pubblico dal 4 aprile del 2018, perché al suo interno sono state trovate scorie di lavorazioni industriali. Secondo l’Arpacal che ha effettuato le analisi non sarebbero pericolose. C’è stato anche un’indagine diagnostica di un esperto nominato dal Mibac, che è arrivato a conclusioni simili all’Arpacal. L’esperto ha relazionato che il problema si risolve se venissero eliminati 200 metri cubi di materiale. Poca roba rispetto a quello che si era prospettato. Ci sarebbe bisogno di un piccolo intervento di bonifica per restituire il castello alla città e ai turisti che arrivano a Crotone. Tutto, però, è fermo. Evidentemente la burocrazia è letale sia a Le Castella che a Crotone. (redazione@corrierecal.it)





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