Sanità, a Crotone chiudono i reparti e mancano le guardie mediche

Sospeso il servizio di Medicina nucleare. Il responsabile di Geriatria è stato sostituito dopo aver minacciato di rivolgersi all’autorità giudiziaria. E i dializzati denunciano disservizi

di Gaetano Megna
CROTONE Il responsabile del reparto di Geriatria dell’ospedale di Crotone ha minacciato di rivolgersi all’autorità giudiziaria ed è stato sostituito. Il dottor Francesco Corrado era stato nominato responsabile dell’Unità operativa di Geriatria con delibera del 15 aprile scorso. Si trattava del «conferimento incarico di sostituzione ex articolo 18». Il 3 giugno scorso Corrado, con una lettera inviata alla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, ha denunciato «una serie di situazioni inadeguate per la prosecuzione dell’attività lavorativa dell’Uoc stessa, quali la carenza d’organico», e ha minacciato la stessa direzione strategica che si sarebbe rivolto alle «autorità giudiziaria e amministrativa competenti» se entro cinque giorni non si sarebbe trovata la soluzione al problema. La direzione strategica «al fine di risolvere l’urgente situazione ha disposto la revoca dell’ex articolo 18». Corrado, quindi, non è più il responsabile di Geriatria, perché la sua figura di medico sarà impegnata nei turni di notte. Geriatria è stata dunque accorpata a Medicina generale e l’operazione, come si legge nella determina, consente di «realizzare anche un risparmio di spesa dovuto al mancato pagamento dell’indennità di cui all’articolo 18». Tutti contenti fuorché l’utenza, sempre più soggetta a tagli e aumento dei costi.
CHIUDE MEDICINA NUCLEARE Proprio mercoledì la direzione strategica dell’Asp pitagorica si è vista costretta a tagliare un servizio, anche se temporaneamente. Il termine temporaneo però, purtroppo, molto spesso a queste latitudini diventa definitivo. Il reparto che è stato temporaneamente sospeso è quello di Medicina nucleare, dove si effettuano le scintigrafie. Il motivo che ha determinato la sospensione delle attività mediche è stato illustrato giovedì mattina dal commissario facente funzioni dell’Asp, Maria Berardi. Alla conferenza stampa erano presenti anche il direttore amministrativo, Francesco Masciari, il direttore sanitario del presidio ospedaliero, Lucio Cosentino, l’esperto qualificato Pasquale Gagliardi e il direttore del distretto Pietro Brisinda. Le attività del reparto sono state sospese in seguito alle certificazioni dell’esperto qualificato e alla richiesta del presidente dell’Ordine dei medici, Enrico Ciliberto. I locali che hanno ospitato sino ad oggi il reparto non sono idonei e questo mette a rischio la salute degli utenti e dei lavoratori. Proprio per una questione legata alla struttura il paziente trattato con materiale radioattivo “contagiava” le persone con le quali veniva a contatto. A rendere più complicata la situazione, nell’ultimo periodo, c’è stato l’aumento di richieste di sottoporsi ad esame da parte dell’utenza. Il problema del reparto non è rappresentato esclusivamente dai locali non più idonei, perché c’è anche da ammodernare il “parco macchine”. Occorrono circa tre milioni di euro per la riapertura e al momento non ci sono, anche se, come ha più volte sottolineato Berardi, il commissario per il Piano di rientro, Saverio Cotticelli, ha dato la massima disponibilità per trovare la soluzione. Intanto però l’utenza di Crotone sarà distribuita negli ospedali di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria dove il servizio di medicina nucleare è attivo.
GUARDIE MEDICHE Non ci sono medici disponibili, inoltre, per lavorare nelle postazioni di guardia medica nei Comuni della provincia. Sino ad ora sono stati espletati due bandi e un terzo sta per essere emanato e il risultato è stato davvero deludente. Sono pochi i medici che hanno scelto di accettare l’incarico nel Crotonese e nei Comuni, soprattutto quelli periferici e lontani dall’unico presidio ospedaliero esistente, è scattato l’allarme. Brisinda, cui compete la gestione della materia in quanto responsabile di Distretto, ha spiegato che è già scoppiata la polemica da parte di alcuni sindaci che chiedono un riequilibrio nella distribuzione dei medici. L’Asp, però, non può fare molto perché un medico che ha scelto una sede non potrebbe essere spostato ad un’altra. L’unica soluzione al momento praticabile è quella del ricorso ai medici di famiglia e a quelli militari. Proprio questa mattina era stata convocata una riunione con le organizzazioni dei medici di famiglia per chiedere la disponibilità ed uno sforzo per garantire qualche presenza. La situazione non è per niente positiva ed è destinata a peggiorare con l’arrivo dei turisti e degli emigrati che tornano a casa per le ferie.

DISSERVIZI A NEFROLOGIA «In queste condizioni mi rifiuto di fare la dialisi». Roberto Costanzo, dializzato e rappresentante di un’associazione di malati, «non è più disponibile a sottoporsi alla dialisi senza che la stanza sia climatizzata». In particolare nel primissimo pomeriggio di oggi, quando Costanza insieme a tanti altri malati sono andati in ospedale per sottoporsi al procedimento sanitario l’aria, all’interno della stanza del settimo piano del “S. Giovanni di Dio” di Crotone, era irrespirabile. L’aria condizionata non funziona da più di qualche giorno e da quando il termometro ha superato i 30 gradi si boccheggia. L’unico momento “refrigerio” si ha agitando davanti al volto un pezzo di cartone.
Le cose vanno meglio per coloro che hanno il turno di mattina: il sole “picchia” meno. «in queste condizioni sabato prossimo – aggiunge Costanzo – verrò in ospedale, ma mi rifiuterò di effettuare il ciclo di dialisi».
La situazione è critica e altri malati lamentano di «non essere più tenuti in considerazione».
Raccontano che sino a qualche mese fa erano sottoposti a visite mediche e analisi cliniche periodiche. Non era il malato a doversi preoccupare per richiedere visite mediche di controllo con l’otorino o l’oculista, perché la richiesta partiva direttamente dal reparto.
Il malato nefrologico aveva la precedenza rispetto agli altri. Una precedenza dovuta alla delicatezza della sua patologia e alle implicazioni che potevano esserci nel caso in cui c’erano concomitanze con altre patologia. Le cose sono cambiate e oggi il malato nefrologico deve seguire l’iter procedurale previsto per ogni tipologia di utenza. Per fare la visita cardiologica o l’ecocardio deve andare dal medico curante e farsi prescrivere la richiesta, dopo di che deve andare a prenotarsi la visita e mettersi in lista di attesa. Questo raccontano alcuni malati. Questa nuova organizzazione, che interessa i malati nefrologici, non ha nemmeno una ricaduta economica positiva per l’Asp, perché i nefropatici non pagano ticket. Sono aumentati i disagi e al settimo piano del “S. Giovanni di Dio” i malati sono pronti a scendere in guerra, come è successo qualche anno fa quando si voleva ridimensionare il reparto. (redazione@corrierecal.it)







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