«Colpita la zona grigia che aiuta la ‘ndrangheta in Emilia» – NOMI

Il procuratore di Bologna: «Avevamo detto che l’attività di contrasto non era finita con Aemilia». Il ruolo di supporto al clan da parte di un commercialista

 

BOLOGNA «Questa è una operazione che idealmente e materialmente rappresenta la prosecuzione del processo Aemilia. Lo avevamo detto che non era il punto terminale dell’attività di contrasto all’infiltrazione della ‘ndrangheta in Emilia, perché altri accertamenti erano in corso». Lo ha affermato il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, spiegando in conferenza stampa i dettagli dell’operazione “Grimilde”, la maxi inchiesta – che ha segnato un altro duro colpo alla ‘ndrangheta in Emilia.
In tutto sono 16 le misure cautelari chieste e ottenute dal pm della Dda Beatrice Ronchi, 13 in carcere e 3 ai domiciliari. A 12 persone è contestata l’associazione mafiosa, altri reati sono estorsione, violenza privata, intermediazione illecita di lavoratori. Gli indagati sono 64, un centinaio le perquisizioni.
«Abbiamo contestato il reato associativo e direi che è qualificante in negativo che partecipassero a questa associazione anche persone che fanno parte di quella zona grigia di cui tante volte abbiamo parlato”, ha detto ancora Amato.
«C’è per esempio la figura di un commercialista (Leonardo Villirillo, ndr) – ha spiegato ancora Amato – che ha dato un contributo essenziale per quanto riguardava le operazioni di intestazione fittizia dei beni della società che di volta in volta servivano per recidere il collegamento tra gli appartenenti all’associazione e i beni stessi». Quanto al ruolo di Giuseppe Caruso, Amato ha spiegato che «non c’entra nulla» con l’inchiesta «il ruolo politico che ricopre ora: non c’è spendita di ruolo pubblico in quest’attività che riteniamo penalmente rilevante». Il «coinvolgimento personale» di Caruso risale a quando era dipendente dell’Agenzia delle Dogane di Piacenza. In quel ruolo, ha detto ancora Amato, «è risultato coinvolto a pieno titolo in questa associazione, in particolare svolgendo un ruolo importante in alcune attività che vedevano l’associazione interessata ad una azienda di riso che operava nel mantovano».

GLI ARRESTI

Salvatore Grande Aracri
Francesco Grande Aracri
Paolo Grande Aracri
Claudio Bologna
Albino Caruso
Giuseppe Caruso
Antonio Muto
Francesco Muto
Domenico Spagnolo
Giuseppe Strangio
Pascal Varano
Leonardo Villirillo

GLI INDAGATI
Rosita Grande Aracri
Gregorio Barberio
Graziella Barbieri
Giorgio Gottardo Belletti
Gabriele Benassi
Francesco Berlingieri
Stefano Bisi
Claudio Bologna
Simone Bologna
Isauro Bonacini
Luigi Boschetti
Domenico Brugnano
Laura Cappello
Albino Caruso
Giuseppe Caruso
Salvatore Caschetto
Ivan Catellani
Guerino Cenci
Manuel Conte
Renato De Simone
Salvatore De Vivo
Alfonso Diletto
Salvatore Faragò
Michele Fidale
Giuseppe Fontana
Rita Gigante
Nunzio Giordano
Nicolino Grande Aracri
Giovanni Abramo
Castellina Groppi
Giuseppe Lazzarini
Mariantonietta Mallia
Filippo Mattiolo
Michele Mattiolo
Celestino Nicola Miniello
Antonio Muto
Cesare Muto
Francesco Muto
Luigi Muto
Luigi Muto
Virginia Muto
Serafina Nappa
Domenico Oppido
Gaetano Oppido
Monica Pasini
Carmelina Passafaro
Francesco Paolo Passafaro
Giuseppe Passafaro
Pietro Passafaro
Pietro Passafaro
Roberto Pensato
Giancarlo Pibiri
Matteo Pistis
Roberto Pistis
Santina Pucci
Antonio Rizzo
Serafino Romano
Claudio Roncaia
Nicolino Sarcone
Massimo Scotti
Daniele Soncini
Domenico Spagnolo
Giuseppe Strangio
Nicola Tafuni
Raffaele Tambaro
Franca Valla
Pascal Varano
Leonardo Villirillo
Romolo Villirillo
Natascia Zanetti
Davide Gaspari
Mario Timpano







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