Il Pd di Crotone «pensa agli accordicchi» ma non paga le bollette

L’intesa con la maggioranza al Comune acuisce le divisioni. Un dirigente denuncia: «Mentre si dedicano ad alleanze di potere nella sede staccano luce e acqua»

di Gaetano Megna
CROTONE Interrotte le erogazioni della corrente elettrica e dell’acqua per morosità. Non sono state pagate le bollette ed evidentemente non ci sono state adeguate riposte alle sollecitazioni e per questo, nella sede provinciale del Partito democratico di via Panella, a Crotone, sono state bloccate le erogazioni di corrente elettrica ed acqua. Lo ha reso noto, con un post su Facebook, Giuseppe Corigliano, dirigente democrat di lungo corso. «Mentre pensano a fare “accordicchi” di potere a via Firenze, a via Panella, sede del Pd, staccano la corrente elettrica e l’acqua. Murgi se ci sei batti un colpo, o forse è meglio che ti faccia da parte». Corigliano fa parte del gruppo degli “autoconvocati” che sta chiedendo con forza la testa del segretario provinciale, Gino Murgi, e di quello cittadino, Antonella Stefanizzi. A loro dire il Pd crotonese anziché occuparsi dei temi fondamentali per rilanciare del territorio (infrastrutture, sanità, lavoro e altro) si dedica esclusivamente a chiudere accordi con il “reuccio” di via Firenze, Enzo Sculco, contro il volere di una parte del partito, come accaduto alle recenti elezioni provinciali. La stessa area che ha sottoscritto l’intesa alla Provincia, sabato scorso ha chiuso l’accordo per il sostegno all’amministrazione comunale della città pitagorica, dove la maggioranza è in crisi perché non ha i numeri per approvare le delibere in Consiglio. Il Pd ha deciso, come anticipato dal Corriere della Calabria, di andare in soccorso alla maggioranza e di fare “opposizione gentile”. Quando occorrerà voterà a favore e se la maggioranza avrà i numeri per fare da sola si asterrà o addirittura voterà contro. Un accordo che fa comodo soprattutto alla parte politica che ha in Sculco il leader indiscusso. Queste scelte contribuiscono ad alimentare ancora di più le divisioni interne ai dem. Gli “autoconvocati” chiedono la defenestrazione di Murgi e Stefanizzi e fanno pressioni sul commissario regionale del partito, Stefano Graziano, che pubblicamente aveva chiesto di non fare accordi con la maggioranza che governa il Comune. Stefanizzi, invece, l’accordo sabato scorso lo ha siglato, pur senza entrare organicamente in Giunta, e nelle scorse ore – a circa due anni dalla sua elezione a segretaria cittadina – ha proceduto a nominare i componenti della sua segreteria: si tratta di Claudio Molè, Carmine Talarico, Pietro Adolfini, Gina Squillace, Maurizio Tricoli e Francesco Aracri. Anche questa nomina è destinata ad aggiungere altre polemiche a quelle già in atto. (redazione@corrierecal.it)







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