Crotone, 300 tesserati (e 2 consiglieri regionali) in rivolta per il commissariamento del Pd

Le preoccupazioni di Giudiceandrea e Mirabello dopo la nomina di Iacucci a capo del circolo cittadino. E gli iscritti si dicono pronti a manifestare davanti al Nazareno

CATANZARO Al responsabile piddì del mezzogiorno, Nicola Oddati, gli iscritti del Pd nel corso di un’assemblea hanno chiesto una fase costituente, il preludio al superamento della fase commissariale regionale che tiene imbalsamato il partito. Per questo, il commissariamento del circolo del Partito democratico di Crotone, da quasi tutti gli esponenti locali e regionali è stata una vera doccia fredda. Una impasse politica, quella della cittadina pitagorica, dal quale i dem speravano di uscire risolvendo il tutto senza ricorrere all’ennesimo commissariamento. La nomina di Franco Iacucci (presidente della Provincia di Cosenza) a commissario, dunque, ha generato non poche polemiche e c’è chi si spinge oltre. Giuseppe Giudiceandrea e Michele Mirabello, lo definiscono un «fatto grave, che andava meglio ponderato e gestito, e che oggi va ripensato e rivalutato anche alla luce delle valutazioni che provengono dalla segreteria provinciale». In casa dem i commissariamenti non sono nulla di nuovo, né tantomeno un espediente a cui rivolgersi in ultima ipotesi. «Già di per sé procedere ad atti così gravi come il commissariamento rappresentata, o dovrebbe rappresentare, soprattutto in Calabria, solo una extrema ratio, l’unico rimedio rispetto a forme degenerative che nel caso di specie, almeno a leggere le motivazioni rese pubblicamente, non si intravedono –spiegano Mirabello e Giudiceandrea-. A tutto ciò si aggiunga poi la netta presa di posizione del partito provinciale di Crotone, che smentisce categoricamente le ipotizzate “fuoriuscite” da parte del gruppo consiliare e da parte del circolo cittadino dalla linea politica della federazione di Crotone». I due consiglieri regionali, sulla scelta chiedono ai vertici del partito di fermarsi e spostare la discussione anche a livello regionale, in modo da non disperdere il lavoro politico fatto in questi anni nella città di Crotone. «Attivare poteri sostitutivi, su una vicenda politicamente complessa ed in una realtà che già viene da anni di commissariamento, senza alcun coinvolgimento del partito in ogni sua articolazione e senza affrontare i temi e le dinamiche più complesse che guardano al ruolo dall’opposizione del partito democratico nella città di Crotone, rischia di produrre un grave danno alla tenuta politica e democratica del partito –concludono i due-. Riteniamo che a questo punto sia evidente la necessità di fermarsi e di avviare sul punto una discussione attraverso un’assemblea regionale, anche perché le vicende crotonesi non possono essere considerate neutre rispetto alla linea politica regionale del partito democratico».
LA RIVOLTA DEI 300 Intanto un gruppo di dirigenti e tesserati del circolo del Pd di Crotone ha consegnato nelle mani del segretario provinciale, Gino Murgi, una lettera e un plico contenente 300 tessere di altrettanti tesserati che si dicono «esterrefatti per il grave atto politico perpetrato» con il commissariamento deciso da Graziano, chiedendone la revoca immediata. Il segretario provinciale ha garantito che avrebbe immediatamente inoltrato la lettera al segretario nazionale Nicola Zingaretti. Se non verranno ascoltati i 300 tesserati si dicono pronti a manifestare sotto la sede nazionale a Largo del Nazareno il prossimo 26 luglio.





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