Il Mibac riapre le tribune dello stadio di Crotone

Il Comune: «Annullato il diniego all’utilizzo delle strutture amovibili». Per il dg del Ministero la nota della Soprintendenza non è adeguatamente motivata. Il legale della società: davanti a nuovo divieto, pronti a ricorrere nuovamente al Tar

CROTONE «Il direttore generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha annullato in autotutela la nota del 9 agosto della Soprintendenza dei Beni Archeologici e Culturali per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone relativa allo Stadio Ezio Scida. La comunicazione è arrivata questo pomeriggio al Comune di Crotone». È quanto riferisce, in una nota stampa, il Comune di Crotone.
«La nota del 9 agosto della Soprintendenza – si aggiunge – riguardava il diniego al mantenimento delle strutture amovibili (tribuna e curva nord) dello stadio. Il direttore generale del Ministero, ritenendo non adeguatamente motivata tale nota di diniego da parte della Soprintendenza in quanto non approfondisce le ragioni di tutela e valorizzazione poste a fondamento del diniego stesso, ha disposto l’annullamento d’ufficio, in autotutela, del parere della Soprintendenza Archeologica per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone in ragione dei vizi di illegittimità individuati».
«Crediamo di poter iniziare adesso – ha detto il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese – il tanto agognato rapporto politico-amministrativo con il Ministero al fine di potere trovare una legittima soluzione al problema».
IL LEGALE DEL CROTONE: «SE CI SARÀ UN NUOVO DIVIETO, PRONTI A RICORRERE ANCORA UNA VOLTA AL TAR» «Se il Mibac ha revocato il diniego della Soprintendenza per dargli una nuova veste formale e negare ancora l’uso delle strutture amovibili dello stadio la società è pronta a ricorrere ancora al Tar». Lo afferma l’avvocato Sandro Cretella, legale dell’Fc Crotone, in una nota diffusa attraverso il sito della società. Secondo l’Fc Crotone, «leggendo il provvedimento del Mibac l’annullamento viene quindi giustificato dall’esigenza di garantire la miglior tutela e non sottoporre a rischio un’area facente parte di un contesto di acclarata rilevanza archeologica ed in corso di valorizzazione e postula, pertanto, l’annullamento in autotutela del provvedimento per le rilevate carenze contenutistiche».
«Il provvedimento – afferma ancora l’avvocato Cretella – viene in sostanza annullato in quanto lo stesso non risulterebbe adeguatamente motivato in merito a quelle esigenze di tutela e valorizzazione ancora ritenute esistenti e che, secondo il MIbac, richiederebbero una più adeguata istruttoria». L’Fc Crotone sostiene inoltre di «cogliere favorevolmente la ritenuta necessità di una rinnovata, purché non preconcetta, attività istruttoria per un confronto che finora è stato immotivatamente rifiutato» ed afferma «di essere pronta a ricorrere ancora al Tar nel caso di nuovi eventuali dinieghi Se attraverso tale atto il Ministero intendesse limitarsi, come pare anticipare nella nota pervenuta in data odierna, ad addivenire alle medesime decisioni già intraprese attraverso una più adeguata veste formale con la finalità di provare a reggere alla prova di resistenza dei giudici amministrativi, non potremo far altro che continuare ad osteggiare con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento ogni tentativo in tal senso».
«Insisteremo – conclude il legale del Crotone – affinché il Ministero venga comunque condannato alle spese di giudizio, non essendo concepibile che tanto la società, tanto il Comune siano stati costretti ad investire, dopo appena un mese dal primo successo giudiziario, ancora una volta il Tar della Calabria in pieno agosto al fine di resistere agli opinabili interventi della Soprintendenza, più animati dalla propria carica pregiudizievole che non da effettive esigenze pubbliche».







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