Papanice si mobilita per le maestre sospese

Gli abitanti del quartiere Crotonese sono scesi in strada per una fiaccolata di solidarietà verso le tre insegnanti accusate di maltrattamenti aggravati verso gli alunni. Trecento persone circa chiedono il reintegro delle indagate

di Gaetano Megna
CROTONE
Fiaccolata per chiedere il reintegro delle maestre della scuola elementare di Papanice, sospese per presunte violenze. In circa 300 (genitori, alunni e cittadini senza interessi scolastici) questa sera hanno dato vita ad una fiaccolata silenziosa per chiedere il ritorno a scuola delle tre maestre sospese perché accusate di maltrattamenti aggravati verso gli alunni. La sospensione, per due mesi, è scattata in seguito ad un’ordinanza di applicazione della misura interdittiva emessa dal Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica della città pitagorica. L’indagine che ha interessato l’attività scolastica delle insegnanti è stata condotta dai carabinieri ed è partita, lo scorso mese di aprile, in seguito ad una denuncia di due mamme. Nel corso delle indagini sono state messe in campo attività tecniche di intercettazioni audio video, che avrebbero consentito, secondo gli inquirenti, di accertare «plurime azioni di maltrattamenti». Non è d’accordo con questa ipotesi accusatoria uno dei genitori, presenti all’iniziativa di questa sera, che racconta di essere il papà del bambino che «avrebbe subito presunte violenze psicologiche da parte di una delle tre maestre». Secondo questo genitore «il figlio non avrebbe subito alcuna violenza, perché la maestra si sarebbe accorta che il bambino aveva copiato di sana pianta, compreso gli errori, una verifica e, quindi, lo avrebbe semplicemente spostato di banco per fargli rifare il compito da solo». Sempre secondo questo genitore, che indossa una maglietta con la scritta «Non interrompete il progresso della nostra educazione… Ridateci le nostre maestre!!!», suo figlio a casa non avrebbe detto di avere subito violenza e soprattutto non avrebbe dato nessun segno di mancanza di serenità. Parlano anche alcune mamme, che raccontano di «non avere mai avuto problemi con le tre maestre». Raccontano di rapporti ottimi tra le docenti e i loro figli. Una delle mamme dice che «la figlia non è più alle scuole elementari, ma quando ha bisogno di ritrovare sicurezza va a casa della sua maestra». Le tre insegnanti sono molto conosciute a Papanice perché in questo quartiere-paese di Crotone vivono insieme alle loro famiglie. In tanti dicono di «non capire le ragioni della denuncia fatta ai carabinieri», anche se «esprimono la massima fiducia nella magistratura, che sta conducendo l’indagine». I sentimenti che esprime questa parte della popolazione di Papanice, scesa in strada, sono sintetizzati in due cartelloni, che precedono il corteo: «I nostri figli rivogliono le loro maestre»; «Rivogliamo le nostre maestre». Il primo striscione è stato realizzato dai genitori, molto dei quali indossano la stessa maglietta del papà che ha raccontato la sua esperienza, e il secondo dagli alunni. Sono presenti anche tanti ragazzini. A sfilare nel corteo c’è anche padre Angelo Elia, che è uno dei due parroci di Papanice. Padre Angelo ha fatto l’insegnante di religione e conosce tutti. Il corteo silenzioso parte dalla chiesa della Pietà, arriva in piazza Europa e ritorna al punto di partenza. (redazione@corrierecal.it)





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