Inchiesta sulla piscina, il sindaco di Crotone verso la sospensione

Il provvedimento dovrebbe scattare alla luce della legge Severino. Il primo cittadino è stato raggiunto dalla misura del divieto di dimora assieme all’assessore allo Sport: le accuse vertono su un presunto «accordo collusivo» per l’affidamento della struttura. E l’indagine potrebbe allargarsi

CROTONE Potrebbe scattare la sospensione dall’incarico per il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, raggiunto dalla misura del divieto di dimora nell’ambito dell’indagine sul presunto «accordo collusivo» per l’affidamento della piscina comunale (qui i dettagli). Lo prevede il comma 2 dell’articolo 11 della legge Severino, che recita: «La sospensione di diritto consegue, altresì, quando è disposta l’applicazione di una delle misure coercitive di cui agli articoli 284, 285 e 286 del codice di procedura penale nonché di cui all’articolo 283, comma 1, del codice di procedura penale, quando il divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale». La misura cautelare inflitta a Pugliese, all’assessore allo Sport, Giuseppe Frisenda, a Daniela Paonessa, a Emilio Ape e a Giuseppe Germinara, è stata emessa ai sensi dell’ex articolo 283. Il sindaco, quindi, dovrebbe essere sospeso da un provvedimento del prefetto di Crotone. In sostanza per Pugliese scatterebbe lo stesso provvedimento che ha interessato Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace. Anche per Lucano c’era stata la misura cautelare di non potere dimorare nel Comune di residenza. In questi casi la legge Severino non prevede la decadenza dall’incarico ma solo la sospensione per cui, nella situazione di Crotone, il ruolo di sindaco facente funzioni potrà essere attribuito a Benedetto Proto, attuale vicesindaco.
I CONSIGLIERI TRA CONFUSIONE E SFIDUCIA Intanto nel pomeriggio i consiglieri comunali si sono riuniti nella sede dei gruppi per valutare il da farsi. Tra i consiglieri si è aperta la discussione su cosa fare e non sono mancate le proposte di raccogliere le firme per sfiduciare Pugliese (lo ha detto Massimiliano Bianchi) o di chiedere la convocazione di un apposito consiglio comunale e in quella sede determinarsi non escludendo la sfiducia (è la posizione di Giovanni Procopio). Tra i consiglieri c’è comunque grande preoccupazione e confusione.
«IL SINDACO FARÀ CHIAREZZA» A commentare l’inchiesta sono anche i rappresentanti del movimento “La Prossima Crotone” che sostiene l’amministrazione Pugliese: «Siamo rimasti a dir poco sbigottiti – si legge in una nota – nell’apprendere la notizia del provvedimento a carico del sindaco Pugliese, dell’assessore Frisenda e dell’ingegnere Germinara. L’azione dell’amministrazione Pugliese, sin dal suo insediamento, si è caratterizzata per l’assoluta trasparenza e per un poderoso riordino non solo della macchina burocratica ma dell’intero sistema amministrativo del Comune di Crotone e delle attività della città. L’azione di riordino è stata iniziata e portata avanti con convinzione e senza indugi, riprova ne è, per esempio, il bando emesso a luglio per l’affidamento della piscina, la delibera approvata ad ottobre per avviare la procedura legale tesa al recupero delle somme che il Comune vanta nei confronti del consorzio Daippo, per non parlare – si legge ancora nel comunicato – delle numerose iniziative di demolizioni di opere abusive, cominciate nel 2018 e continuate anche quest’anno, che per la prima volta nella storia di Crotone si sono verificate e realizzate. Questi sono solo alcuni esempi della strada intrapresa dalla giunta Pugliese». I rappresentanti della “Prossima Crotone” si dicono infine «certi che la magistratura saprà portare avanti il proprio lavoro nell’interesse esclusivo della verità, e che il sindaco Pugliese, di cui conosciamo la cristallina moralità, come degli altri amministratori coinvolti e dell’ingegnere Germinara, saprà fare chiarezza sulla vicenda».
L’INDAGINE NON È ANCORA CHIUSA «Mai dire mai», ha detto il procuratore di Crotone Giuseppe Capoccia a chi ha chiesto se l’indagine sulla piscina comunale avesse aperto altri filoni su cui fare chiarezza. Il procuratore non ha risposto, ma ha fatto intendere che un approfondimento su altre questioni è in atto. L’indagine sull’affidamento della piscina potrebbe insomma riservare altre sorprese. Un altro punto su cui sia i magistrati che gli investigatori della Questura di Crotone, presenti alla conferenza stampa, hanno preferito non fornire dettagli è quello riguardante i luoghi in cui gli amministratori incontravano i rappresentanti del consorzio Daippo per modificare le decisioni assunte dalla giunta comunale. Non hanno infatti risposto a chi ha chiesto se gli incontri avvenissero in qualche sede politica. (gm)







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