«Abbandonato da tutti». L’atto d’accusa di Pugliese contro Sculco – VIDEO

Conferenza-sfogo per il sindaco di Crotone. Il suo nome cancellato da un evento elettorale, il silenzio «assordante» sulla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto. Finisce tra le polemiche l’esperienza amministrativa. «Trattato come l’ultimo dei peones»

di Gaetano Megna
CROTONE
Tutta colpa di un whatsapp. Sono stati i comportamenti assunti dalla sua parte politica che hanno convinto il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, a rassegnare le dimissioni lo scorso 13 novembre e non la vicenda giudiziaria. Come ha spiegato questa mattina nella sua ultima conferenza stampa, convocata da sindaco dimissionario, era da tempo che meditava sulla opportunità di lasciare la politica per ritornarsene in famiglia.
Il 13 novembre scorso, il giorno del suo interrogatorio di garanzia, in quanto indagato per la vicenda della gestione della piscina comunale, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: ha ricevuto un whatsapp, con il quale veniva invitato a partecipare all’iniziativa di apertura della campagna elettorale di Flora Sculco, che si candida per essere riconfermata nel consiglio regionale della Calabria. La proceduta adottata dai rappresentanti della parte politica di appartenenza non è stata gradita da Pugliese, che si è sentito trattato «come l’ultimo peones». 
Tra l’altro ha potuto prendere atto che nella locandina, diffusa per l’evento, il suo nome era stato sostituito con quello del vicesindaco Benedetto Proto.
Prima che scoppiasse la vicenda giudiziaria della piscina, c’era l’accordo che Pugliese dovesse presiedere l’iniziativa. Senza essere contattato da nessuno, il suo nome è stato cancellato dalla locandina e addirittura gli è arrivato l’invito a partecipare con un whatsapp. Nella mente di Pugliese, l’episodio del whatsapp si è aggiunto ad una situazione già, a suo dire, degradata: «Un silenzio assordante» sulle attività svolte dal sindaco. «Non ricordo – ha sottolineato Pugliese – un comunicato, una presa di posizione, una ripresa pubblica delle tantissime attività che la mia amministrazione ha portato avanti o anche solo a difesa degli attacchi portati al sindaco». È stato lasciato solo, anche durante la vicenda giudiziaria, che lo ha visto destinatario di un procedimento restrittivo. Non c’è stato un atto di solidarietà, ma nemmeno «una riflessione su quanto avvenuto». Tutto questo perché al primo posto è stata messa la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. È chiaro che Pugliese ha voluto puntare il dito contro il “reuccio” Enzo Sculco, senza mai nominarlo. Lui, prima di tutti, che è stato messo sotto accusa dal sindaco dimissionario, che non ha digerito nemmeno il tradimento di quella parte del movimento che, all’inizio dell’avventura, considerava vicino alle sue posizioni. Nel corso della conferenza stampa ha lanciato accuse pesanti nei confronti del “reuccio”, senza nominarlo, e ha detto chiaramente che risponderà a tutte le accuse che dovessero arrivare. «Ho portato la mia croce come il Signore, che poi è risultato innocente mentre i colpevoli erano i traditori». Adesso la croce non intende più portarla e non manda messaggi di pace a quelli che la croce gliela hanno cucita addosso. Accusa Sculco di avere tentato ingerenze nelle attività amministrative. La parte politica, secondo il racconto di Pugliese, avrebbe tentato di governare la città dall’esterno. Una denuncia che Pugliese aveva fatto già lo scorso mese di febbraio, quando aveva diffuso il documento sulle «rette parallele che non devono mai sovrapporsi». Dopo quel documento che aveva provocato un terremoto nella maggioranza, c’era stato un chiarimento che evidentemente è rimasto solo sulla carta. Un chiarimento arrivato nonostante lo avessero accusato di avere avuto un suggerito per l’apertura di quella crisi. Cosa assolutamente falsa, secondo Pugliese.

I nodi che arrivano a pettine oggi, quindi, partono da lontano. Nel suo ragionamento Pugliese usa la metafora del vetro che ha avuto una crepa. Quando quel vetro subisce continue sollecitazioni si frantuma. «L’incrinatura, in questa esperienza politica, c’era da tempo» e la crepa si è trasformata «in cancro del vetro».
Ha spiegato di non essersi dimesso prima solo perché c’erano questioni importanti da chiudere per il bene della città a partire dalla bonifica nell’area industriale, che non era scontata. Ai tavoli di concertazione, infatti, si è tentato di risolvere la partita della bonifica con una attività di tombamento: «Questo pericolo c’era e c’è ancora». Non sono mancate le bordate contro il Partito democratico e sulla gestione delle società partecipate.
Pugliese non ha gradito il comportamento dei rappresentanti del Pd, che hanno sostenuto l’amministrazione e ha bocciato la gestione delle partecipate in particolare dell’Akrea per non avere realizzato gli obiettivi (avvio della raccolta differenziata). Le sue dimissioni sono irrevocabili e già dopodomani dovrebbe essere nominato il commissario prefettizio. Fa un passo indietro e si ritira dall’attività in prima persona, ma è pronto a dare una mano per il bene della città e dei cittadini, se chi verrà dopo lo riterrà opportuno. (redazione@corrierecal.it)







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