Medici del Suem di Crotone, proclamato lo stato di agitazione

Al centro della vertenza c’è il mancato pagamento delle indennità per le attività previste dal contratto integrativo regionale del 2005

di Gaetano Megna
CROTONE
Proclamato lo stato di agitazione dei medici convenzionati del Suem 118 dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone. Le ragioni dell’iniziativa sono state elencate in un comunicato diffuso dal sindacato Anaao Assomed. Al centro della vertenza c’è il mancato pagamento delle indennità per le attività previste dal contratto integrativo regionale del 2005, articolo 29. Lo stipendio di un medico del 118 in Calabria è più basso di un suo collega che fa le guardie mediche e per questo nel 2005 era stata introdotta l’indennità che riconosceva a questi operatori 5,50 euro per attività effettuate al di fuori delle 38 ore di lavoro settimanali, normati dal Contratto nazionale. Sino allo scorso mese di settembre l’indennità è stata riconosciuta, da questa data in poi non è stata più liquidata. Il segretario aziendale dell’Anaao Assomed, Antonio Saragò, denuncia il fatto che «solo presso l’Azienda di Crotone è stato deciso questo taglio». Sulla vicenda ci sono stati diversi incontri anche presso il dipartimento della Salute alla Cittadella regionale. Ci sono verbali e documenti che dovrebbero convincere l’Asp di Crotone ad allinearsi alle altre. Saragò cita il verbale di un incontro con i sindacati, firmato dal direttore generale del Dipartimento, Riccardo Fatarella, che senza alcuna ambiguità riconosce ai medici del Suem del 118 l’indennità di 5,5 euro. Chi non riconosce l’indennità, secondo il sindacalista, sostiene che «i medici avrebbero diritto a 5,5 euro per ogni ora di straordinario effettuato». Si tratterebbe di una assurdità, visto che un’ora di straordinario di un medico non può essere retribuita con 5,5 euro. L’Asp di Crotone, poi, non si limita a tagliare il compenso per il mancato pagamento delle indennità aggiuntive, ma chiede la restituzione di tutte le somme percepite dal 2015. Si tratterebbe di somme importanti, perché ogni medico dovrebbe restituire tra i 70.000 e gli 80.000 euro. Il taglio dell’indennità equivale a circa 700 euro al mese per ogni medico. Da una parte si riduce considerevolmente lo stipendio e dall’altra si chiede di restituire una somma importante. Saragò punta il dito contro la direzione strategica dell’Asp pitagorica che ha proceduto al taglio senza coinvolgere e informare il sindacato e gli interessati. E’ stato, quindi, proclamato lo stato di agitazione e richiesta “la procedura di raffreddamento”. Se non ci saranno novità l’Anaao proclamerà lo sciopero, che sarà effettuato dopo le festività, in linea con quanto prevede il contratto nazionale. Tra le attività che il sindacato intende mettere in campo sono previste: «La sospensione dei trasferimenti dei pazienti ricoverati presso le strutture dell’Asp crotonese, ivi compresi i trasferimenti per esami diagnostici o consulenze o dimissioni protette; la sospensione delle attività svolte al pronto soccorso ai codici bianchi; non verranno effettuati turni oltre l’orario di servizio previsto dal contratto di lavoro; saranno sospese le attività di formazione e aggiornamento ad enti e personale dipendente o laico della provincia; saranno sospese le attività tese a stabilire le reali condizioni di salute dei migranti durante gli sbarchi; il personale sanitario delle postazioni periferiche si asterrà da qualsiasi tipo di prestazione, che non rivesta assoluto carattere d’urgenza; saranno sospese le attività di supporto durante le manifestazioni fieristiche, sportive e religiose».





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