Provincia di Crotone, elezioni in bilico mentre si guarda già alle comunali

Fuori dalla competizione di secondo grado i comuni più importanti. Coalizioni già proiettate alle elezioni amministrative di Primavera

di Gaetano Megna
CROTONE Potrebbe slittare la data dell’elezione del presidente della provincia di Crotone, prevista per il prossimo 3 marzo. Tutto dipende dall’approvazione della Legge Mille proroghe e dalla sua interpretazione. L’articolo 17-bis, riguardante “disposizioni in materie di elezione del presidente di provincia e del consiglio provinciale” al comma 2 recita: “All’articolo 1, comma 79, lettera b), della legge 7 aprile 2014, n. 56, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Al fine di garantire l’effettiva rappresentatività degli organi eletti, anche con riferimento all’esigenza di assicurare la loro piena corrispondenza ai territori nonché un ampliamento dei soggetti eleggibili, qualora i consigli comunali appartenenti alla circoscrizione elettorale provinciale, eventualmente interessati al turno annuale ordinario delle elezioni per il loro rinnovo ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 7 giugno 1991, n. 182, dovessero essere tali da far superare la soglia del cinquanta per cento degli aventi diritto al voto, il termine è differito al quarantacinquesimo giorno successivo all’ultima proclamazione degli eletti”.
La casistica prevista da questa nuova introduzione interessa proprio la provincia di Crotone dove, in caso di voto, gli attuali partecipanti al voto sono inferiori, al 50%. Non partecipano al voto del prossimo 3 marzo i Comuni di Crotone, Cirò Marina, Casabona, Crucoli e Strangoli perché attualmente amministrati da un commissario prefettizio. Il sistema elettorale, per le elezioni di secondo livello qual è quello della provincia, è regolato dal voto ponderato in base al quale il voto dei consiglieri comunali dei Comuni superiori a 15.000 abitanti vale più di quelli con meno di 1.000 abitanti.
A fare i conteggi, grazie al voto ponderato, i soli Comuni di Crotone e Cirò Marina superano il 50% dei voti. Ecco perché potrebbe slittare la data dell’elezione. Tutto dipende, però, da quando sarà approvata la Mille proroghe e dalla sua interpretazione dopo l’approvazione. Se il via libera alla Mille proroghe sarà dato primo del prossimo 3 marzo, il voto per eleggere il presidente dell’ente intermedio dovrebbe slittare di 45 giorni, a meno che, nell’interpretazione della legge, non si tenga conto che la convocazione elettorale sia avvenuta prima dell’entrata in vigore della nuova norma.
Non ci sono precedenti specifici, ma per altre questioni le modifiche avvenute in corso d’opera sono state determinanti per fare slittare le attività di voto. Nonostante il pericolo dello slittamento la campagna elettorale è in piena attività. I candidati alla carica di presidente sono tre: Francesco Paletta, sindaco di Cirò, sostenuto soprattutto da elettori di centrodestra; Annibale Parise, sindaco di Mesoraca, candidato ufficiale del Partito democratico; Maria Grazia Vittimberga, sindaco di Isola Capo Rizzuto, candidato di un’area del Pd dissidente e dal movimento del “reuccio” Enzo Sculco.
I MILLE RIVOLI DEL PD E IL CENTRODESTRA COMPATTO Mentre il centrodestra marcia compatto, il Pd si è diviso. Il vero problema del Pd e del movimento di Sculco non è l’elezione del presidente della Provincia di Crotone, che amministra poco o niente non potendo contare su un budget finanziario adeguato. Nell’ente intermedio pitagorico ci sono difficoltà anche a pagare con regolarità gli stipendi dei dipendenti. In una situazione di normalità dovrebbe essere, quindi, difficile trovare un candidato a cui affidare la “patata bollente” di un ente senza soldi e con migliaia di problemi. A Crotone, invece, si combatte all’arma bianca per conquistare la guida dell’ente.
In verità l’obiettivo finale non è la provincia, ma le elezioni comunali di primavera. Centrodestra e centrosinistra misurano la forza ed è iniziata la conta di chi è disponibile a passare dall’altro lato del campo di battaglia. C’è, poi, uno scontro tutto interno al centrosinistra, dove è in atto da tempo il ragionamento dell’inclusione o dell’esclusione del “reuccio” dall’accordo elettorale. Ci sono esponenti del Pd che non vogliono rinunciare all’accordo con Sculco e c’è il partito ufficiale, che parla con la bocca di Franco Iacucci, commissario provinciale, che dice che con il “reuccio” non andrebbe nemmeno al bar per prendere un caffè. L’eventuale slittamento dell’elezione del presidente dell’ente intermedio bloccherebbe le bocce e aprirebbe ufficialmente il fronte di battaglia per l’elezione del sindaco di Crotone e degli altri quattro Comuni interessati al voto amministrativo. L’entrata in gioco anche dei Comuni attualmente sciolti cambierebbe, per ovvie ragioni, totalmente la prospettiva anche per le elezioni alla Provincia. Cambierebbero i numeri e la rappresentatività dei partecipanti al voto.







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