Delitto D’Arca, rinviati a giudizio i presunti assassini

Giuseppe Cortese e suo nonno Francesco Pezziniti dovranno comparire dinnanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro il prossimo 28 maggio. Sono accusati di essere gli esecutori dell’omicidio avvenuto sotto i portici di Crotone lo scorso 8 marzo

CROTONE Giuseppe Cortese e suo nonno Francesco Pezziniti sono stati rinviati a giudizio per l’omicidio di Stefano D’Arca. Il delitto avvenne nella notte tra il 7 e l’8  marzo del 2019 proprio sotto i portici di via Regina Margherita in pieno centro a Crotone. Il dispositivo è stato pronunciato dal gup Romina Rizzo che contestualmente ha disposto la data del 28 maggio per l’inizio del processo dinnanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro. Sarà il collegio giudicante ad accertare in primo grado le responsabilità dei due uomini circa il fatto di sangue avvenuto proprio dinnanzi ad uno dei bar più conosciuti nella città pitagorica. Nell’immediatezza dell’arresto, i due imputati (come raccontiamo qui) raccontarono la loro versione dei fatti e cioè che a scaturare l’omicidio fosse stata una lite tra Giuseppe Cortese e Stefano D’Arca poiché quest’ultimo avrebbe danneggiato il bar gestito proprio da Cortese. In base alle ricostruzioni delle indagini, quest’ultimo subito dopo la lite, si sarebbe recato all’hotel gestito da suo nonno per recuperare una beretta e quindi insieme a lui si sarebbe ritrovato faccia a faccia contro D’Arca. In questo frangente, il nonno dell’imputato, avrebbe strappato la pistola dalle mani dal nipote e avrebbe fatto fuoco uccidendo a brucia pelo Stefano D’Arca.







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