Crotone, rischia di saltare l’elezione del presidente della Provincia

Il candidato del centrodestra Francesco Paletta annuncia ricorso al Tar e iniziative di protesta. Le novità della Milleproroghe modificano totalmente la vecchia normativa. I contrasti con il presidente facente funzioni Giuseppe Dell’Aquila

CROTONE Potrebbe saltare l’elezione del presidente della provincia di Crotone prevista per il prossimo 3 marzo e il candidato del centrodestra Francesco Paletta annuncia ricorso al Tar e iniziative di protesta. Oggi il Senato ha approvato in via definitiva, con 154 voti a favore e 94 contrari, la legge Milleproroghe, che introduce novità importanti per l’elezione provinciali: l’articolo 17 bis, comma 1 e 2, prevede che non si vota nelle province dove il voto ponderato (il calcolo del voto avviene sulla base del numero dei residenti nel Comune e il voto del consigliere eletto nel comune più popoloso vale molto di più) è inferiore al 50% e potranno candidarsi anche gli amministratori dei Comuni dove mancano meno di 18 mesi dalla fine del mandato amministrativo. Novità, quindi, che modificano totalmente la vecchia normativa. Da tempo il presidente facente funzioni della Provincia di Crotone, Giuseppe Dell’Aquila, sta chiedendo lumi al ministero degli Affari regionali e all’Upi su come procedere nella provincia di Crotone, dove la percentuale dei votanti (voto ponderato), è solo del 49,36%. Senza il Milleproroghe, infatti, non parteciperebbero al voto cinque comuni sciolti per diverse motivazioni: Crotone, Cirò Marina, Strongoli, Casabona e Crucoli. Dell’Aquila è convinto che il 3 marzo prossimo non si potrà più votare non solo perché al voto ponderato partecipa meno del 50% degli aventi diritto, ma anche per l’altra questione che introduce la possibilità di candidature sindaci a cui mancano meno di 18 mesi dalla conclusione del mandato. Se si votasse senza dare la possibilità a questi sindaci di candidarsi si andrebbe contro la ratio della legge approvata oggi. Questo pensa Dell’Aquila. Non è così, invece, per Paletta che non ci sta al rinvio e domani andrà in prefettura a chiedere di mantenere valida la convocazione del voto fissata per il prossimo 3 marzo. Secondo Paletta si consumerebbe un abuso e per questo ha dichiarato di “essere pronto a presentare un ricorso al Tar”. Se questa minaccia non dovesse bastare, insieme ad altri sette sindaci (otto con lui), organizzerà per venerdì prossimo una iniziativa di protesta. Tutti “armati” di fasce tricolori faranno sentire la loro voce sino a Roma. Dal canto suo Dell’Aquila cerca di buttare acqua sul fuoco dicendo che non spetta a lui prendere decisioni. “Io – sottolinea Dell’Aquila – mi atterrò alle decisioni che arrivano dal confronto che avrò domattina con il ministero Affari regionali e l’Upi”. Subito dopo il presidente facenti funzioni prenderà contato con il prefetto di Crotone. Se si votasse i candidati in lizza sono tre: Maria Grazia Vittimberga, sindaco di Isola Capo Rizzuto, Annibale Parise, sindaco di Mesoraca, e Paletta sindaco di Cirò. Vittimberga e Parise sono entrambi riconducibili al Partito democratico. Il rinvio delle elezioni consentirebbe al Pd, attualmente spaccato, di riprendere il ragionamento dell’unità interna e non si esclude che, a questo punto, quando si potrà andare al voto ci possa essere un unico candidato dem. Questo favorirebbe anche un percorso unitario per il rinnovo del governo della città pitagorica e a Cirò Marina, il cui voto è previsto per la prossima primavera. (gm)







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