Il liutaio e la musica del centro storico di Pitagora – VIDEO

Giuseppe Mungari ha intrapreso la sua attività nel 2000, infondendo ogni giorno la passione che fa rivivere, per le strade di Crotone, i passati albori. «Fare il liutaio non significa solo costruire strumenti musicali, ma approcciarsi ad un’attività secolare che ha a che fare con la costruzione del suono». La storia sarà al centro del prossimo episodio di “Ti racconto un’impresa” in onda questa sera alle 21 in streaming su “L’Altro Corriere Tv” e sul canale 211 del digitale terrestre

CROTONE La natura è costituita da numeri che messi insieme danno vita ad un’infinità di relazioni. Così è anche per la musica, per i suoni che la compongono, le cui relazioni hanno alla base un modello matematico che affonderebbe le sue origini nel mito. Quello stesso mito che vedrebbe la culla delle note musicali nientemeno che nella città di Crotone, in un giorno come un altro, mentre Pitagora, durante una passeggiata, si lasciava incuriosire dai suoi provenienti dall’officina di un fabbro, dai diversi martelli che scandivano il tempo sulle incudini.
Ed oggi, trovandovi a passeggiare per le vie del centro storico della città pitagorica, potete sentire ancora nell’aria il suono di quel mito che non vi condurrà nella bottega di un fabbro, ma in un luogo dove la musica prende vita: la liuteria di Giuseppe Mungari.
L’episodio dedicato a questa storia è al centro del prossimo episodio di “Ti racconto un’impresa” in onda questo giovedì alle 21 sul canale 211 del digitale terreste e in streaming su “L’Altro Corriere TV”.
Creare gli strumenti musicali e la loro acustica è arte, filosofia, geometria. Qualcosa che non si discosta troppo dal mito, ma di cui ancora oggi possiamo apprezzare la sembianza: «Fare il liutaio non significa solo costruire strumenti musicali, ma approcciarsi ad un’attività secolare che ha a che fare con la costruzione del suono di uno strumento. L’arte è bella nelle sue sfaccettature». Ogni strumento ha il suo suono, quasi fosse un’anima. Compito del liutaio è saper comprendere questa relazione.
«L’idea di intraprendere questa attività nasce 20 anni fa, quando ero ragazzo. – racconta Mungari – all’epoca suonavo la chitarra e quando ebbi un piccolo problema, la portai a far riparare Roma. Lì ho scoperto cosa fa un liutaio e mi sono innamorato di quest’arte».
La liuteria Mungari nasce a Crotone nel 2000. La prima, ed ancora unica nel suo genere: «Non è facile per un ragazzo di 27 anni intraprendere un’attività del genere in una città come questa. Ci sono mestieri che richiedono tantissima passione, senza la quale è difficile andare avanti ed avere sempre lo stimolo ad imparare e migliorarsi».
Una storia d’amore che compie vent’anni e batte ancora in quello che Giuseppe definisce «il cuore pulsante di ogni città: il centro storico», fatto di costruzioni suggestive che per un artista sono di grande ispirazione. «Io mi ispiro tantissimo nella mia bottega. Qui trovo quello che mi serve: il silenzio, la concentrazione, e la capacità di pensare anche quando non c’è niente da pensare. Trovare qualcosa di vivo anche quando non si ha niente di animato sotto gli occhi. Approfondire i generi musicali, conoscerli a fondo e con loro viaggiare indietro nel tempo, scoprire come vivevano le società di altre epoche».
Al centro dell’attività, la lavorazione degli strumenti: «La materia prima è il legno. Ogni strumento ha un legno dedicato, che si addice alla proprietà sonora richiesta. A seconda del legno cambierà anche il tipo di lavorazione, quindi i tempi». Si va da un mese circa per una chitarra classica, a tempi più lunghi per un violino, seguendosi, in ogni caso, procedimenti delicati che cercano di rendere al meglio l’oggetto ed il suono che scaturirà. In tal senso è molto importante anche la qualità dei materiali usati: «Io prediligo quelli naturali. Penso tuttavia che il buon liutaio sia quello che conosce e suona lo strumento che costruisce. Che ne conosce l’acustica, la morfologia del legno, dei canoni ben precisi che risalgono a secoli fa». Di fondamentale importanza è il “diapason musicale” «che possiamo rappresentare come il “monocordo di Pitagora”».
La musica è uno dei principali anelli di giunzione delle epoche storiche, qualcosa senza tempo e che tocca tutti, direttamente o indirettamente. Essere un liutaio significa contribuire ad edificare il ricordo e la rappresentazione di quel tempo, seppure, come tutti i mestieri artigianali, nell’epoca contemporanea delle produzioni massive a basso costo, è un’attività difficile da portare avanti. L’elemento cardine è la passione che va incentivata anche dall’ambiente circostante: «Il mio dispiacere è che qui dove vivo non ci sia mai stato qualcuno che abbia considerato in maniera trasversale questa mia attività, valorizzandola. Mi sarebbe piaciuto che qualcuno promuovesse l’organizzazione di attività formative, corsi di musica che potessero avvicinare i giovani a quest’arte. Sono stato nelle scuole, ho insegnato nella casa circondariale, ma questa prospettiva, qui a Crotone, non è mai esplosa». Un appello di chi sa che forse proprio attraverso la musica, anche Pitagora tornerebbe a passeggiare ben lieto per le vie della città. Come una volta. Ancora. (f.d.)

 





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