Caccia all’untore di Crotone, presentata una seconda querela

A fornire ulteriori dettagli agli inquirenti il dirigente del dipartimento Igiene pubblica. Bufera in città per aver reso pubblici i compensi dei medici in servizio

di Gaetano Megna
CROTONE
Una seconda querela contro ignoti è stata presentata questa mattina dal dirigente del dipartimento Igiene pubblica dell’Asp di Crotone, che tratta i dati sensibili delle persone contagiate dal Covid-19. La vicenda è sempre quella dell’elenco dei nomi dei pazienti risultati positivi nella provincia di Crotone, sino alle ore 16 dello sorso 22 marzo. Una prima querela era stata presentata, sempre contro ignoti, dal direttore generale facenti funzioni dell’Asp pitagorica, Francesco Masciari. Nella querela presentata questa mattina dal dirigente del Dipartimento potrebbero esserci maggiori particolari che consentirebbero agli investigatori della Questura di Crotone di individuare il soggetto o i soggetti che hanno fatto uscire dall’ufficio i dati sensibili dei contagiati, aprendo così la caccia agli untori. Intanto gli uffici che si occupano del personale stanno lavorando ininterrottamente per fornire agli investigatori della Guardia di finanza, che indagano sulle assenze “anomale” per malattia, tutta la certificazione presentata dai dipendenti che si sono assentati dall’1 al 22 marzo. La questione delle assenze del personale era stata sollevata pubblicamente da Masciari. Il direttore facente funzioni ha, infatti, reso pubblico il report delle assenze: 300 dei 1600 dipendenti dell’Azienda non sono andati a lavorare e si sono collocati in malattia presentando certificato medico. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo e l’indagine è stata affidata alla Guardia di finanza, che ha fatto un bliz nella sede degli Uffici dell’Asp al “Granaio”. Sono stati subito acquisiti i tabulati delle assenze. Si indaga per scoprire se ci sono stati dipendenti che si sono assentati senza averne il diritto. Su questa vicenda è intervenuto l’Ordine dei medici della provincia di Crotone per ribadire che non tutte le assenze possono essere messe sullo stesso piano. Ci sono assenti ammalati di cancro e persone messe in quarantena perché venute a contatto con soggetti risultati positivi al Codiv-19. Ci sono anche assenze che potrebbero essere legate alla paura del contagio, ma la stragrande maggioranza dei medici, degli infermieri e del personale che non svolge attività sanitaria ha garantito la propria presenza nei reparti e negli uffici. Il chiarimento dell’Ordine si è reso necessario perché il clima che si respira a Crotone è diventato molto pesante. Sono molti i frequentatori di Facebook che lanciano accuse pesanti soprattutto contro i medici, senza fare distinzioni. Le accuse, infatti, colpiscono anche i sanitari che combattono la loro battaglia quotidiana nella trincea dei reparti. Stamattina sui muri del poliambulatorio di Corso Messina a Crotone è stato affisso un manifesto infamante, che ha suscitato la reazione delle organizzazioni sindacali di categoria. Sempre su Facebook ieri sono state pubblicate le tabelle degli stipendi dei medici, con il solo nome (senza il cognome), con le cifre che ognuno percepisce al lordo. Anche questo atto ha aggiunto un’altra dose di veleno al dibattito in atto e non salva chi lavora e rischia la vita. Non salva nemmeno l’infermiere del pronto soccorso che ha contratto il virus mentre era al lavoro e le cui condizioni si sono aggravate e c’è stato bisogno di traferirlo al Pugliese Ciaccio di Catanzaro per essere intubato. (redazione@corrierecal.it)







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