Da materassi a mascherine, così le imprese cambiano per battere il virus

Due aziende di Oriolo e Torre Melissa si riconvertono per aiutare il Sistema sanitario a corto di dispositivi di protezione. Brancaccio: «Siamo pronti a iniziare ma ci sono troppi paletti»

LAMEZIA TERME Da materassi a mascherine. L’emergenza Coronavirus e la carenza cronica di dispositivi di protezione individuale convince le attività a riconvertirsi per andare in soccorso al Servizio sanitario nazionale. Succede a Oriolo – paese “chiuso” qualche giorno fa da un’ordinanza della presidente della giunta regionale dopo una serie di contagi – e Torre Melissa. Due storie simili, che raccontano la voglia degli imprenditori di rimettersi in gioco e dare una mano.

«HO DOVUTO FARE TUTTO DA SOLO» La fabbrica di Oriolo ha chiesto alla Prefettura di Cosenza di riconvertirsi alla produzione di mascherine. Il proprietario Vincenzo Brancaccio, spiega alla Stampa e al sito paese24.it, che «non avendo avuto nessuna comunicazione di diniego dalla Prefettura potremmo già iniziare a lavorare, ma partiremo soltanto quando tutti i miei dipendenti saranno sottoposti a tampone e risulteranno negativi, così come ho chiesto all’Asp». Quella della riconversione è una scelta figlia di «una situazione emergenziale; sia per dare un contributo alla reperibilità di questo prodotto e sia per assicurare un lavoro ai miei dipendenti che altrimenti resterebbero a casa. Ma ci tengo a sottolineare che non faremo tutto questo per speculare». L’azienda “Gli artigiani del riposo” ha già prodotto alcune mascherine campione inviate all’università di Bologna che sta testando il materiale assieme un laboratorio della provincia di Pisa. L’idea è quella di realizzare circa duemila pezzi al giorno in materiale Tnt (Tessuto non tessuto). «Ho dovuto fare tutto da solo – chiarisce Brancaccio –. Usare contatti personali, perché all’Iss si limitano a rimandarti alle norme, senza darti indicazioni precise sui laboratori o sul materiale. Se fai un decreto per incentivare la produzione di emergenza, uno si aspetta di non trovare paletti dopo paletti che altro non fanno che allungare i tempi».

SOLIDARIETÀ A TORRE MELISSA Anche la “Vigorflex Sas”, che produce materassi all’ingrosso, ha scelto questa strada. La ditta dei Fratelli Gironda, nella zona industriale di Torre Melissa, si è riconvertita temporaneamente. E con cinque dipendenti riesce a produrre 1000 mascherine al giorno. «Non si tratta – dice il titolare alla Gazzetta del Sud – di dispositivi medici ma di sicurezza, grazie ad uno strato di poliestere aguagliato 100% anallergico, inserito tra due di tessuto Tnt, lavabile a 40 gradi e riutilizzabile. Chiunque bussi alla porta della ditta – privati, istituzioni o enti pubblici – trova insieme ad un sorriso le mascherine in regalo».
I primi stock sono stati donati alla Protezione civile, all’Ospedale civile di Crotone e al Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Poi al Comune di Melissa, alla stazione Carabinieri e alle associazioni di volontariato.







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