Bloccata dalla pandemia a Catania, l’odissea per rientrare di una crotonese

La donna indigente era andata in Sicilia per un controllo medico. Poi il lungo stop imposto dalle norme anti-Covid, il rientro a Crotone e l’amara sorpresa: è rimasta senza reddito di cittadinanza

di Gaetano Megna
CROTONE Le sono stati consegnati solo tre pacchi di pasta, tre litri di latte e due pacchi di biscotti. Una storia di povertà e disperazione quella che racconta la signora M. R. di Crotone. Sino allo scorso 12 marzo la signora riusciva a tirare avanti grazie al reddito di cittadinanza, che le era stato riconosciuto perché l’ex marito, da cui si era da tempo separata, non le versava nemmeno un centesimo.
La donna aveva un problema di salute e un nipote che vive a Catania le aveva fissato un appuntamento con uno specialista, che svolge la sua attività professionale nella città siciliana. Il viaggio di andata da Crotone a Catania è andato bene. Alla stazione di Catania, però, sono scattati i controlli contro la diffusione del Covid-19 e la donna è stata messa in quarantena obbligatoria.
Alla stazione di Catania è saltato il programma di fare la visita specialistica e tornare a casa a Crotone il 19 di marzo. Prigioniera, suo malgrado, del sistema messo in atto per evitare la diffusione della pandemia. Non sapendo come fare ha telefonato al suo medico curante di Crotone, Domenico Sculco. È stato il medico a spiegarle come registrarsi nel portale della Regione Calabria per ottenere il via libera per il rientro a casa. Finalmente il via libera per il ritorno è arrivato per il 18 maggio scorso. Da Catania a Crotone il viaggio non è stato per nulla facile: in treno da Catania a Messina, il traghettamento sino a Reggio Calabria e di nuovo in treno da Reggio Calabria sino a Catanzaro Lido e, infine, l’ultimo tratto di ferrovia e l’arrivo a Crotone. Un’odissea, secondo il racconto della donna. Arrivata a casa ha scoperto che l’Inps non le versava più da due mesi la somma del reddito di cittadinanza, che aveva regolarmente percepito prima del suo viaggio a Catania. Cerca di capire le ragioni, ma non riesce a sapere nulla perché gli uffici dell’Inps sono chiusi per la pandemia. Sa solo che lo scorso anno non aveva avuto problemi e lo scorso mese di gennaio, così come previsto, aveva aggiornato con successo la procedura per mantenere il diritto al reddito di cittadinanza.
Non ha soldi e telefona agli uffici della Questura di Crotone, che la mettono in contatto con il Comune della città pitagorica. Secondo il racconto della signora dal Comune arrivano solo promesse. Non è nell’elenco delle persone che hanno diritto ai buoni spesa, perché quando doveva essere presentata la domanda era prigioniera a Catania, con l’obbligo della quarantena. Qualcosa alla fine è arrivato: tre pacchi di pasta, due di biscotti e tre litri di latte. Troppo poco per andare avanti. (redazione@corrierecal.it)





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