Amministrative a Crotone, scoppia il mal di pancia nei movimenti civici

Man mano che si ufficializzano candidature e alleanze e si scoprono le carte, sia nel centrodestra che nel centrosinistra aumentano gli scontenti e cresce la voglia di contrapposizione

di Gaetano Megna
CROTONE La rivolta dei movimenti civici. Sia nel centrodestra che nel centrosinistra sono scoppiati i mal di pancia e la voglia di contrapposizione. Dopo l’annuncio della scelta del candidato a sindaco, nella prima coalizione, e l’ufficializzazione del matrimonio con Enzo Sculco, nella seconda, i movimenti civici hanno deciso di interrompere il silenzio e uscire allo scoperto. L’annuncio della scelta di Antonio Manica, quale candidato a sindaco del centrodestra, ha prodotto il primo strappo: hanno deciso di andare su altri lidi Leo Pedace, che ha già composto quattro liste, Luca Mancuso (Valore Crotone), una lista, e “Crotone da vivere”, una lista. “Crotone da vivere” ha ufficializzato l’uscita dalla coalizione con un comunicato. Sostanzialmente dicono di non avere condiviso il metodo utilizzato, che ha escluso i movimenti civici al momento dell’individuazione del candidato, ma contestano anche che è stato individuato un candidato a sindaco privo di esperienza. Sono venuti meno, quindi, i criteri indicati da “Crotone da vivere” di individuare un candidato che aveva maturato esperienza amministrativa e politica.
«Al candidato non abbiamo nulla da obiettare dal punto di vista professionale e personale», scrive in coordinamento di “Crotone da vivere”, che aggiunge: «Non rimaniamo tuttavia indifferenti dinnanzi ad un modus operandi inaccettabile e incomprensibile verso il quale, nostro malgrado, prendiamo le distanze». Pedace e Mancuso hanno già deciso di correre da soli, con un proprio candidato a sindaco. Le ragioni della scelta sono simili a quelle denunciate da “Crotone da vivere”. Non è escluso che i movimenti civici del centrodestra possano trovare un accordo per mettersi tutti insieme. Così come non è escluso che tutto il civismo interessato a partecipare alla prossima competizione elettorale possa coalizzarsi. C’è anche fermento nel civismo che guarda al centrosinistra, che ha deciso di non seguire il Pd nell’accordo con Sculco. Il tentativo di dialogo si sta facendo e se si trovano le ragioni per stare insieme il complesso del civismo potrebbe mettere in piedi una coalizione interessante dal punto di vista elettorale. Potrebbe raggruppare tra otto o dieci liste. Domani Pedace e Mancuso si incontreranno per fare il punto sulla situazione. Il parlamentare Sergio Torromino, che ha proposto Mancuso, ha deciso di fare la conta con chi ci sta, organizzando una cena a casa sua. (redazione@corrierecal.it)





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