Dalle perplessità ai gol a raffica. Così Simy ha zittito gli scettici

L’attaccante nigeriano del Crotone è molto cresciuto negli ultimi tre. È lui, finora, l’XFactor dei pitagorici che tentano di tornare nella massima serie

di Fabio Benincasa
CROTONE Fino a qualche anno fa, se avessi chiesto notizie su un attaccante nigeriano alto circa due metri e di nome Nwankwo, tutti avrebbero risposto Kanu. Oro olimpico ad Atlanta ’96 con la maglia della nazionale africana, viene ricordato per il suo trascorso all’Ajax e per la poco fortunata esperienza all’Inter. Quando arrivò a Milano, Kanu si sottopose alle visite mediche di rito che precedono la ratifica del contratto; emerse una disfunzione cardiaca congenita. Carriera a rischio e futuro con il club nerazzurro in bilico, ma Moratti decise di investire ugualmente sul talento africano e gli assicurò le migliori cure in America. Una lunga convalescenza non impedì al centravanti di tornare a giocare. Dopo anni in Premier League, Kanu si è ritirato ed oggi guida fiero la fondazione che porta il suo nome e garantisce cure mediche ai bambini con malattie cardiache. Ancora oggi resta una delle stelle del calcio africano, uno dei giocatori più amati.
Ma oggi è un altro Nwankwo a rubare la scena: Simy, centravanti del Crotone. Che a suon di gol ha trascinato i calabresi al secondo posto in classifica nel campionato di Serie B. Sempre decisivo il nigeriano: segna, esulta e si muove in campo con quell’andatura dinoccolata che strappa un sorriso ai suoi tifosi. Tutti stupiti ed anche un po’ scettici quando arrivò, in Calabria, nell’estate 2016. Era il primo anno dei rossoblù in Serie A quando il diesse Beppe Ursino acquistò questo ragazzone sconosciuto di quasi due metri, reduce da un buon campionato nella Serie B portoghese.
«Qualcuno sorrideva quando lo vedeva giocare – ha confessato Ursino in una intervista a Tmw – poi si sono ricreduti». Ed è vero.
A distanza di tre anni, Simy di strada ne ha fatta e tanta. Ha lottato per non retrocedere, ha trascorso domeniche intere in panchina, ha rischiato di lasciare la Serie A ma poi si è preso Crotone. Oggi si parla solo di lui, titoloni sui quotidiani nazionali ed articoli sui siti web della città. E’ diventato un idolo, simbolo di quella straordinaria normalità che manca in un calcio riempito da eccessi, lustrini e paillettes. Mai una polemica, uno scandalo, una parola di troppo nello spogliatoio. Si sente figlio della città di Pitagora dove vive insieme alla famiglia, accanto al mare ed a due passi dalla spiaggia. Su instagram solo foto e stories con moglie e figlio e qualche scatto della sua terra, della Nigeria.
Simy è tranquillo e trasmette serenità anche ai compagni che in campo lo cercano e si affidano ai suoi piedoni quando c’è da proteggere palla in un momento delicato della gara. “Money in the bank” direbbero gli americani, “palla a Nwankwo” urla Stroppa dalla panchina.
Anche sotto porta il rendimento del nigeriano è sensibilmente migliorato rispetto alle precedenti annate. Fino ad oggi, nella stagione in corso, ha collezionato 34 presenze complessive (tra campionato e Coppa Italia) segnando 19 gol e fornendo 3 assist. La sua miglior performance da quando ha esordito tra i professionisti.
Ed anche se non ha il talento di Kanu, la tecnica di Jay Jay Okocha o la velocità di Finidi George, Simy ha la tenacia e la caparbietà di chi l’opportunità l’ha cercata, aspettata e poi colta senza farsi trovare impreparato. Grazie ai suoi gol maschera alcuni difetti della sua squadra che intorno a lui sta costruendo la seconda promozione in Serie A. (redazione@corrierecal.it)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto