Impianti sportivi troppo cari, protestano le associazioni crotonesi

I presidenti dei tre consorzi ai quali erano state affidate le strutture: «Dilettanti non possono sostenere tariffe commissario Comune»

CROTONE Impossibile sostenere i costi delle tariffe approvate dal Comune di Crotone, per questo tutte le associazioni sportive dilettantistiche della città non parteciperanno al bando per acquistare gli spazi per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali affidati alla Akrea: Palamilone, Palakrò e Settore B. Bando che scade il 4 settembre prossimo. Lo hanno ribadito nel corso di una conferenza stampa i presidenti dei tre consorzi ai quali erano state affidate le strutture: Giancarlo Satiro per Momento di Gloria, Enzo Migliarese per Città di Crotone, e Francesco Caruso referente del Consorzio sportivo Krotonese.
REVOCA CONCESSIONI La vicenda, che va avanti da gennaio, riguarda le tre più importanti strutture pubbliche per lo sport della città per le quali il Commissario straordinario Tiziana Costantino ha disposto la revoca delle concessioni assegnate nel 2012 dal Comune. Una concessione che aveva permesso l’utilizzo delle strutture a centinaia di sportivi ma che il commissario – anche a seguito dell’indagine sulla gestione della piscina olimpionica che ha portato alle dimissioni dell’ex sindaco Ugo Pugliese – ha deciso di revocare sulla base del fatto che non erano state perfezionate le convenzioni e che le società avrebbero lucrato approfittando del fatto che le utenze erano a carico del Comune.
LA REPLICA DEI TRE CONSORZI Un’accusa che è stata rinviata al mittente dai rappresentanti dei tre consorzi – che rappresentano 19 associazioni sportive dilettantistiche – i quali hanno ribadito che la loro attività è sempre stata svolta senza alcun profitto e sostenuto che le tariffe approvate dal Comune «sono elevate non solo rispetto al tessuto economico sociale di Crotone, ma anche rispetto a molte altre realtà italiane».
Per il Palamilone, ad esempio, si dovrebbero pagare 32 mila euro al mese, somma che le società sportive dilettantistiche non possono permettersi. «Noi abbiamo speso un decimo di quanto ci viene chiesto ora» ha detto Giancarlo Satiro. «Siamo perplessi per questa volontà del commissario di estromettere lo sport dalla città di Crotone» ha ribadito Enzo Migliarese. Infatti, a causa delle revoca i tre impianti non sono disponibili per le altre società sportive che li utilizzavano e per i cittadini. Al Settore B, che comprende un campo di calcio ed una pista di atletica, ad esempio non potranno più andare i privati cittadini per correre in sicurezza ed ai quali il Consorzio ha garantito da sempre l’utilizzo gratuito. «Il commissario impedisce ai cittadini di fare sport» ha spiegato Francesco Caruso. Le associazioni sportive dilettantistiche «evidenziano e denunciano l’iniquità dell’azione amministrativa» che ha «inteso rientrare in possesso ed affidare ad Akrea solo tre strutture sulle diciotto esistenti causando così una disparità di trattamento tra le Asd crotonesi». Inoltre, è stata evidenziata una «incomprensibile disparità» che riguarda lo stadio Ezio Scida che nel nuovo regolamento comunale sugli impianti sportivi approvato dal Commissario Costantino, è escluso da ogni regolamentazione: «Il commissario – sostengono le associazioni sportive dilettantistiche – ha sostanzialmente privato di ogni regolamentazione l’unica struttura comunale in grado di produrre reddito demandando alla Figc la programmazione delle attività da svolgere secondo le direttive impartite dalla Lega calcio».





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