La Regione dà il via libera a una nuova discarica a Scandale

Un impianto di rifiuti di 400mila metri cubi a pochi chilometri dal centro abitato di Crotone. Il sindaco pronto a dare battaglia al Tar: «Non hanno letto bene le carte». I tralicci dell’alta tensione nel sito individuato per i rifiuti

di Gaetano Megna
SCANDALE Il regalo di Ferragosto. La Regione Calabria ha dato il via libera alla realizzazione della discarica di Santa Marina di Scandale. Lo scorso 10 agosto, proprio quando le persone erano al mare o in montagna e l’attenzione non era alta, è stato emanato il decreto dirigenziale numero 8403 che di fatto rappresenta l’atto conclusivo per realizzare un impianto di rifiuti di 400mila metri cubi a pochi chilometri dal centro abitato di Crotone.
Santa Marina è una località del Comune di Scandale, ma è più vicina alle abitazioni della città pitagorica. Crotone e la sua provincia, quindi, continuano a essere considerate terre di discariche, dove far conferire i rifiuti di tutta la Calabria. È in via di esaurimento l’impianto di Columbra, a ridosso della città pitagorica dove sono stati smaltiti circa cinque milioni di rifiuti solidi urbani e tossici e pericolosi ed ecco che la Regione autorizza un nuovo impianto destinato probabilmente allo smaltimento della monezza proveniente da ogni angolo della Calabria. Si dirà che 400mila metri cubi andranno ad esaurirsi in un arco di tempo non troppo lungo, ma l’eventualità di ampliamenti è sempre dietro l’angolo, così come è successo per Columbra.
A rendere nota la decisione della Regione è stato il sindaco di Scandale, Antonio Barberio, che già dal 2010, quando è stato presentato il primo progetto di una discarica per lo smaltimento di amianto a Santa Marina, ha tentato di salvaguardare il territorio del suo Comune. Il progetto del 2010 è stato accantonato per la lotta messa in campo da cittadini e associazioni ambientaliste. La società Ecolsystemi srl non ha rinunciato al proposito di realizzare l’impianto di rifiuti di Santa Marina e ha chiesto la modifica del codice Cer, che la Regione ha condiviso.
Parte, quindi, il nuovo progetto di discarica e il cerchio intorno a Crotone si chiude. L’unico lato ancora senza discariche o impianti d rifiuti era proprio quello dove si trova Santa Marina. Il cerchio si chiude e la città pitagorica è stritolata dai rifiuti da ogni lato, compreso il mare, dove è stata costruita la discarica industriale conosciuta con il nome di “Passeggiata degli innamorati”.

IL SINDACO ANNUNCIA RICORSO Barberio non ci sta ed annuncia ricorso al Tar Calabria per chiedere l’annullamento del decreto dirigenziale ferragostano. Annuncia anche la mobilitazione pacifica dei cittadini. In una nota il sindaco di Scandale scrive: «L’adozione di tale scellerato atto da parte della Regione Calabria e, per essa, dai dirigenti è frutto di un abuso e di una mistificazione fatta da chi avrebbe dovuto correttamente verificare la regolarità del procedimento avviato». Secondo Barberio, «il tutto, infatti, è fondato su di un travisamento dei fatti, determinato dal non aver correttamente e attentamente letto le carte». Secondo il sindaco di Scandale, alla Regione non avrebbero letto attentamente le carte prima di emanare l’ultimo provvedimento adottato. «Dalle stesse – scrive Barberio – risulta evidente l’ incompatibilità della realizzazione della discarica, anche nella nuova progettazione in variante. Variante definita non sostanziale dal progettista della ditta e sulla cui natura neppure la Struttura tecnica di valutazione (Stv) ha espresso alcunché». Sempre secondo il sindaco di Scandale, «sarebbe bastato leggere quanto contenuto nel parere rilasciato il 2 marzo 2020 dalla Stv del Dipartimento ambiente e territorio in relazione alla strada, che è l’ unica via di accesso alla discarica, che non verrebbe riservata all’uso esclusivo di Terna spa, così come, invece, precisato dagli elaborati progettuali per le necessarie operazioni di manutenzione dell’elettrodotto».

I TRALICCI NEL SITO DELLA DISCARICA Nel sito della discarica ci sono tralicci dell’alta tensione della società Terna. Secondo la ricostruzione di Barberio, nei documenti presentati da Terna spa viene segnalato «che i conduttori sono da ritenersi costantemente in tensione e che l’avvicinarsi ad essi a distanze inferiori a quelle previste dalle vigenti disposizioni di legge (artt. 83 e 117 del D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81) ed alle norme CEI EN 50110 e CEI 11- 48, sia pure tramite l’impiego di attrezzi, materiali e mezzi mobili, costituisce pericolo di morte». Chi lavorerà all’interno della discarica e viene a contatto con linea dell’alta tensione potrebbe essere sottoposto a rischi elevati. Questo sottolinea Barberio, che ricorda come «sull’unica strada di ingresso ed uscita alla discarica, che è, e resta, quella riservata all’uso esclusivo di Terna spa e sulla quale, per come sopra riportato, non sarà possibile effettuare movimentazioni al di sotto della linea elettrica, in cui non verrà realizzata nessuna operazione». I camion con la spazzatura, a meno che non volino, dovrebbero passare sotto gli impianti di Terna e, questo, sempre secondo il sindaco, rappresenta un rischio di morte per gli operatori. (redazione@corrierecal.it)





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