Vertenza Abramo a Crotone, la protesta non si arresta – VIDEO

I 107 lavoratori hanno ottenuto di non essere trasferiti a Roma ma la cooperativa intende applicare loro il contratto delle coop sociali anziché quello delle Telecomunicazioni: così perderebbero anzianità di servizio e i diritti acquisiti ma soprattutto si vedrebbero decurtare sensibilmente il salario di circa 400 euro al mese

CROTONE Proseguirà per altri tre giorni lo sciopero indetto per questa mattina dai 107 operatori di call center che per conto della società Abramo customer care hanno finora gestito la commessa “Roma Capitale”. Con la nuova gara d’appalto bandita di recente la commessa è stata tuttavia assegnata alla cooperativa Acapo insieme al consorzio Leonardo, per cui Abramo ha già annunciato che a fine mese i 107 dipendenti che lavoravano a “Roma Capitale” saranno licenziati per essere riassunti, in virtù della continuità occupazionale, dalla coop Acapo. I lavoratori hanno ottenuto di non essere trasferiti a Roma ma la cooperativa intende applicare loro il contratto delle cooperative sociali anziché quello delle Telecomunicazioni per cui i lavoratori perderebbero di colpo l’anzianità di servizio e i diritti acquisiti ma soprattutto si vedrebbero decurtare sensibilmente il salario, circa 400 euro al mese per un dipendente full time. La decisione di prolungare lo sciopero è giunta al termine dell’incontro che si è tenuto questa mattina in Prefettura a Crotone dove il prefetto Tiziana Tombesi ha ricevuto i rappresentanti regionali dei sindacati: Alberto Ligato (Cgil Slc), Francesco Canino (Fistel Cisl) e Andrea Ranieri (Uilcom Uil) oltre a una delegazione di lavoratori.
Al prefetto sono stati rappresentati i timori per le conseguenze che la vicenda dei 107 dipendenti di Crotone potrebbe avere a livello nazionale in quanto permetterebbe di eludere l’accordo sui cambi d’appalto, dal momento che non applicando, come in questo caso, il contratto delle tlc si consentirebbe a imprese come le cooperative sociali di ottenere un costo del lavoro inferiore grazie al quale sarebbe più facile fare offerte al massimo ribasso. Un paradosso ancora più evidente se si considera che quella di Roma Capitale è una gara bandita da un ente pubblico, il Comune di Roma, eseguita tramite la Consip, che dovrebbe vigilare sul rispetto delle norme degli appalti e del lavoro. Il rappresentante del governo ha ascoltato e condiviso alcune delle problematiche espresse nel corso dell’incontro e ha assicurato che invierà ai ministeri del lavoro e delle finanze una nota per informarli della situazione e sollecitare un incontro con le organizzazioni sindacali. Al termine della riunione, proprio per tenere viva l’attenzione sulla vicenda, è stato deciso di svolgere altri tre giorni di sciopero, da sabato 19 a lunedì 21 settembre, in concomitanza proprio con il voto per il referendum. In questo modo chi chiamerà il servizio 060606 non avrà informazioni per quanto riguarda le operazioni di voto. Lo sciopero riguarderà solo i 107 dipendenti della commessa Roma Capitale.





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