Agguato in centro a Crotone, il caso passa all’antimafia

Giuseppe Passalacqua in carcere dopo le dichiarazioni di Francesco Oliverio. Il giovane è accusato di concorso in omicidio insieme ad altri 5 persone già in carcere. A fronte delle nuove dichiarazioni acquisite, all’esito dell’udienza viene stabilito che sarà il Gup distrettuale di Catanzaro a seguire il caso

CROTONE Ancora un arresto della Polizia di Stato di Crotone per l’omicidio di Giovanni Tersigni, l’uomo di 36 anni, ucciso la sera del 7 settembre 2019 in un agguato nel centro della città. Si tratta di Giuseppe Passalacqua, di 33 anni, nei confronti del quale è stato emesso un provvedimento per concorso in omicidio che va ad aggiungersi alle altre cinque persone arrestate nel mese di ottobre scorso per il delitto: Cosimo Berlingieri, di 29 anni, di Catanzaro, Francesco Oliverio (30), di Crotone, Cosimo Damiano Passalacqua (24), di Catanzaro, e Dimitar Dimitrov Todorov (23), di nazionalità bulgara.
Tersigni venne assassinato a colpi di arma da fuoco a poca distanza dalla propria abitazione. I cinque arrestati lo scorso ottobre furono individuati dagli investigatori a seguito di indagini serrate. In particolare, si appurò che il gruppo di fuoco era formato da due persone in trasferta Berlingieri e Passalacqua giunti in città da Catanzaro assieme agli altri tre.
A dare al commando la notizia della presenza della vittima sul luogo dove si consumò il delitto, sarebbe stato proprio Passalacqua. La figura del trentatreenne era già nota agli investigatori della Squadra mobile della Questura di Crotone. Tuttavia, in precedenza, non si era potuto dimostrare un suo ruolo attivo nella pianificazione dell’omicidio. A chiarire il quadro sono state le recenti dichiarazioni del collaboratore Francesco Oliverio che hanno consentito di fugare ogni dubbio sulle sue responsabilità.
IL CASO PASSA ALLA DDA Sarà il gup distrettuale di Catanzaro ad occuparsi del processo per l’omicidio di Giovanni Tersigni avvenuto il 7 settembre 2019 a Crotone. Il gip del Tribunale di Crotone, Michele Ciociola, infatti, ha dichiarato la propria incompatibilità giudicando il delitto come un fatto accaduto nell’ambito di logiche contigue alla criminalità organizzata e quindi non di competenza del Tribunale ordinario. La decisione è stata presa al termine dell’udienza di oggi durante la quale è stato sentito anche il collaboratore di giustizia Francesco Oliverio, di 29 anni, ritenuto il mandante dell’omicidio Tersigni per il quale è stato arrestato insieme a Cosimo Berlingieri, 28 anni, di Catanzaro, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, Cosimo Damiano Passalacqua, 23 anni, di Catanzaro, e Dimitar Dimitrov Todorov, bulgaro di 22 anni residente a Crotone, e Paolo Cusato, 30 anni, di Crotone.
Proprio le dichiarazioni di Oliverio – che ha iniziato a collaborare con la Dda dal luglio scorso – sabato 19 settembre hanno portato oggi all’arresto anche di una sesta persona, Giuseppe Passalacqua, 33 anni di Crotone. Oliverio ha ricostruito in aula le fasi dell’organizzazione dell’omicidio sostenendo che l’agguato a Tersigni era nato per problemi legati alla divisione delle piazze di spaccio a Crotone e non per screzi in carcere come ipotizzato in precedenza. «L’intenzione – ha detto Oliverio – era quella di gambizzare Tersigni, ma Berlingieri dopo il primo colpo si è intimorito vedendo alzare Tersigni e ha continuato a sparare». Nel corso dell’udienza proprio Cosimo Berlingieri ha fatto delle dichiarazioni spontanee sostenendo di essere stato costretto da Oliverio a sparare a Tersigni. «Eravamo venuti a Crotone per un affare legato allo spaccio di erba, ma poi Oliverio mi ha costretto a compiere l’agguato. Mi ha pure puntato la pistola alla testa minacciando la mia famiglia. io non volevo sparare. Chiedo scusa alla famiglia Tersigni». In base alle dichiarazioni del pentito (“non volevamo uccidere Tersigni, ma solo gambizzarlo”), il pubblico ministero Pasquale Festa ha anche modificato il capo di accusa in omicidio
volontario escludendo la premeditazione.





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