Il Pd “ufficiale” di Crotone si schiera con Voce

Riunione dei democratici per stabilire le sorti del futuro non solo del partito ma anche della città in vista dell’imminente turno di ballottaggio

Crotone

CROTONE «Vincenzo Voce rappresenta la discontinuità con il passato e per questo il Partito democratico ha deciso di votarlo». Lo ha detto il commissario provinciale del Pd pitagorico, Franco Iacucci, a conclusione di una riunione, tenutasi nel tardo pomeriggio lunedì, che ha registrato la partecipazione di oltre cinquanta tra dirigenti e simpatizzanti del suo partito. L’obiettivo della riunione era quello di fare partire le attività all’interno del Pd dopo il fermo dovuto alla mancata partecipazione alla competizione elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Crotone. Si è parlato «con entusiasmo rinnovato del partito» che dovrà risorgere dalle ceneri, ma anche di ballottaggio. Alla riunione erano presenti i rappresentanti dell’area politica che si è battuta per la discontinuità con la passata amministrazione comunale. L’area dem che non voleva l’accordo con il movimento politico del “reuccio” di via Firenze, Enzo Sculco. Su questo accordo il Pd di Crotone si è spaccato in due: una parte è rimasta ferma sulla posizione di non andare all’accordo e l’altra, invece, l’accordo lo ha fatto ed ha partecipato, seppur senza simbolo, alla competizione sostenendo il candidato a sindaco Danilo Arcuri. L’area della continuità non è stata premiata dagli elettori, perché Arcuri è arrivato terzo e al ballottaggio sono andati Antonio Manica, per il centrodestra, e Vincenzo Voce candidato civico. Voce, già al primo turno, aveva chiesto il voto agli elettori progressisti con un appello. L’area del Pd che si identifica in Iacucci e nella linea della discontinuità già al primo turno ha votato Voce, ma lo ha fatto in maniera silente. Ora entra in campo ufficialmente. Iacucci ci tiene a chiarire che «non c’è nessun accordo organico con il candidato a sindaco». Significa che il Pd ha deciso di votare un candidato in linea con «progetto di dare alla città un sindaco che sancisce la discontinuità con l’ultima amministrazione comunale». In caso di vittoria elettorale di Voce, infatti, non ci saranno assessori di aria Pd nella sua Giunta. Si vota, secondo quanto dice Iacucci, senza avere in mante obiettivi di potere. Sempre Iacucci ha riferito che si è sentito telefonicamente con alcune espressione del Pd che hanno sostenuto la candidatura di Arcuri e anche queste faranno convergere i loro voti su Voce. Come era stato anticipato ieri su queste pagine, il Pd “cittadino”, quello della continuità amministrativa, è diviso. La rottura si sarebbe consumata per i comportamenti assunti da alcuni rappresentanti durante la campagna elettorale per il primo turno. Anche nel partito cittadino si potrebbe dare vita ad una nuova maggioranza più inclusiva rispetto al periodo che ha preceduto la presentazione delle liste. A questo punto addirittura qualche esponente, che ha fatto la battaglia per la continuità amministrativa, potrebbe trovarsi fuori. Dopo la decisione di questa sera che farà la segreteria cittadina e la segretaria Antonella Stefanizzi che l’altro ieri hanno diffuso un documento nel quale si legge che non vengono date indicazioni al voto per il ballottaggio? A Stefanizzi e a coloro che la sostengono, il voto a favore di Manica potrebbe anche avere un tornaconto: se vince Manica la segretaria cittadina entra in Consiglio; se invece vince Voce, è fuori. Iacucci prima della riunione di questa sera ha già avuto interlocuzioni con Voce. Nei giorni scorsi lo ha incontrato a Cosenza insieme a Carlo Tansi, leader regionale di “Tesoro Calabria”. Nella riunione di Cosenza sono state gettate le basi per l’accordo di Crotone e qualcuno dice anche di Reggio Calabria per votare Giuseppe Falcomatà al ballottaggio. Interlocuzioni si sono avute anche a Crotone tra Voce ed espressioni del Pd, ma sempre coerenti con la linea tracciata da Iacucci.





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