Crotone, la macchina per processare i tamponi “bloccata” dall’emergenza Covid negli Usa

La strumentazione acquistata in primavera non ha mai lavorato a regime. Prima per il basso numero dei contagi, poi perché i kit sono stati bloccati dal governo statunitense. Nell’ospedale Spoke del capoluogo problemi di organico

di Gaetano Megna
CROTONE La macchina per processare i tamponi acquistata lo scorso 6 maggio dall’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, con i fondi delle donazioni, non ha trovato la giusta applicazione. Il suo utilizzo è stato sempre limitato, prima perché a maggio e nei mesi estivi successivi il contagio nella provincia di Crotone si è fermato e successivamente perché non sono più arrivati i kit utilizzati dallo strumento per processare i tamponi. Dagli Stati Uniti, dove la macchina è stata costruita, hanno bloccato la vendita del materiale per l’estero. Il governo americano ha mantenuto in patria il materiale medico per far fronte ai bisogni interni, considerato che la pandemia aveva raggiunto livelli di diffusione imprevedibili. I kit prodotti in America sono stati, quindi, assorbiti interamente dalle strutture sanitarie degli Usa.
La “macchinetta” acquistata dall’Asp di Crotone di fatto è diventata inutile. Preso atto di questa situazione, all’Asp si è pensato di acquistare una nuova macchina per far fronte a una eventuale situazione di emergenza. Non si riesce a comprendere per quale ragione non si è proceduto all’acquisto in tempi più celeri. Qualcuno bisbiglia che la burocrazia interna abbia bloccato la procedura e forse c’è stato anche qualche scontro “tra papi”. Forse un braccio di ferro per determinare le competenze. Di fronte alla situazione che si è venuta a creare e stante le pressioni che arrivavano dal fronte medico (quello che sta in trincea), il direttore generale facenti funzioni dell’Asp pitagorica, Francesco Masciari, ha deciso, assumendosene le responsabilità in prima persona, di procedere ad un acquisto. Questo almeno di racconta nell’ambiente dell’Azienda e dell’ospedale pitagorico.
Ieri la nuova macchina è arrivata, ma la capacità di processare non è del tutto adeguata alla nuova situazione di crisi. La macchina potrebbe processare da 24 a 48 tamponi ogni tre ore. Per far fronte alle necessità del momento e del futuro a Crotone serve uno strumento più potente. Proprio per questo, lo scorso 23 ottobre, è stato fatto un bando sul portale del Mepa per l’acquisto di un “minipiner 96 tamponi”. Questa nuova apparecchiatura potrebbe consentire di fare i tamponi a molti più soggetti e risolvere in autonomia il problema. La nuova macchina, infatti, ridurrebbe anche il lavoro del laboratorio analisi del Pugliese Ciaccio che, in queste settimane, lavora senza sosta. Nonostante il lavoro continuo del laboratorio, spesso capita che i tamponi si accumulino. Oggi sul sito dell’Asp pitagorica è stato pubblicato un bando che prevede l’acquisto di 6.000 kit per effettuare test rapidi. Ci si muove per fronteggiare un’eventuale situazione di emergenza.

OSPEDALE PREPARATO Al momento, per disposizioni arrivate dalla Regione Calabria, all’ospedale di Crotone non possono essere effettuati ricoveri. Prima devono esaurirsi i posti disponibili negli ospedali hub di Catanzaro (Mater Domini e Pugliese Ciaccio). La disposizione vale per tutte le strutture ospedaliere classificate spoke. Nel caso in cui gli ospedali hub dovessero esaurire la disponibilità dei posti letto, i ricoveri potranno essere fatti anche negli spoke. E a Crotone la procedura per prepararsi a una eventuale situazione di emergenza è stata già avviata. Un’ala intera del piano terra che comprende la medicina di urgenza e cardiologia sarà trasformata nel reparto Covid-19, come era già accaduto la scorsa primavera. Il problema non sono le strutture, ma il personale. Mancano medici, infermieri e Oss. L’attività medica per la cura del malato Covid è molto complessa e richiede personale dedicato. Non basterebbero i nove medici e gli infermieri del reparto infettivi. Il personale andrebbe raddoppiato e va giustamente incentivato. I medici già impegnati nella prima fase del contagio non hanno avuto ancora un centesimo delle spettanze economiche dovute.

IL CONTACT TRACKING Quando il risultato del tampone arriva dopo un paio di giorni, succede che i contatti stretti restano in circolazione e possono infettare altri soggetti. La responsabilità, in questo caso, non è di chi circola liberamente, perché non è stato informato del suo contatto stretto con il contagiato. Questo problema è stato sollevato dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, in un recente incontro con il direttore generale dell’Asp. Secondo quanto riferito ci sarebbe anche un ritardo da parte degli uffici nella trasmissione dei dati dei contagiati al coordinamento delle Usca. Il ritardo non consentirebbe di procedere immediatamente con le cure e potrebbe determinare l’aggravamento del quadro clinico del contagiato. Prima si interviene e meglio è. C’è da dire che a Crotone, fatta eccezione per i casi segnalati sopra, sopra, il sistema messo in piedi sino ad oggi ha funzionato. (redazione@corrierecal.it)





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