L’Asp di Crotone e l'”occhio di riguardo” per il tampone del politico

Nella città pitagorica sembrano non mancare i kit per processare i tamponi, ma solo per le “persone che contano”. Un referto racconta di un tampone processato in un’ora al laboratorio di analisi “San Giovanni di Dio”

Ospedale Crotone

di Gaetano Megna
CROTONE
Non tutti i cittadini sono uguali. Questo vale soprattutto per le prestazioni sanitarie. All’Azienda sanitaria provinciale di Crotone alcuni politici fanno i tamponi e addirittura vengono anche processati nel laboratorio analisi del “San Giovanni di Dio”. Evidentemente qualche kit per processare i tamponi delle persone “che contano” c’è. Il referto di cui siamo venuti in possesso con nome e cognome del politico, porta la data del 26 ottobre scorso. Il tecnico che firma il documento scrive che alle 9.40 è iniziato il processo e il risultato è uscito alle 10.38. La documentazione in possesso del Corriere della Calabria è su carta intestata e porta la dicitura Asp Kr lab. Covid e a seguire c’è il nome del dirigente medico responsabile, mentre in calce c’è la firma del tecnico. Fa riflettere il fatto che ci sono medici che lavorano al “San Giovanni di Dio” che non hanno gli stessi canali preferenziali dei politici. Hanno avuto contatti stretti con positivi e, quindi, hanno effettuato il tampone da giorni, che è stato mandato per il processo al laboratorio analisi del “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro. In attesa del risultato che, ancora non è arrivato, si sono messi in quarantena. Magari alla fine avranno un tampone negativo, come quello del politico che ha avuto il canale preferenziale e si è potuto muovere liberamente. Che ne pensano gli utenti della sanità? Certamente non fanno salti di gioia e sicuramente avrebbero preferito che la corsia preferenziale fosse riservata al medico, soprattutto in questo delicato momento. I medici servono tutti in servizio per fronteggiare il cataclisma che si è abbattuto sull’umanità. Intanto oggi la Regione Calabria, su proposta dell’Asp pitagorica, ha dichiarato il Comune di Caccuri zona rossa.

LA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA Nel piccolo centro presilano, sino a ieri sera, i casi positivi certi erano 15. I residenti sono poco più di 1.500 e si dividono in due aree abitative: Caccuri e la frazione di Santa Rania. La frazione conta circa 400 abitanti e il capoluogo 1.100, ma gli abitanti reali sono poco più di 900. Il contagio da Covid-19, secondo quanto è stato possibile apprendere non ha toccato la frazione. A Caccuri preoccupa la situazione complessiva che si è venuta a determinare. I casi positivi potrebbero addirittura aumentare, perché si aspetta l’esito di circa 100 tamponi, alcuni dei quali sono stati fatti a soggetti con sintomi che farebbero pensare al Covid-19. L’altra situazione allarmante riguarda Melissa dove già ieri sera i casi attivi erano nove. Oggi il Comune di Roccabernarda ha pubblicato un post su facebook nel quale si legge che il consigliere comunale Antonio Pugliese è risultato positivo al Covid-19 ed è stato trasportato all’ospedale di Catanzaro. Pugliese è un medico che lavora per l’Asp pitagorica. I casi aumentano e potrebbero avere una escalation nelle prossime settimane. Il futuro preoccupa e l’Asp è già pronta a riaprire il reparto Covid. Probabilmente, in prima battuta, con nove posti letto, che potrebbero essere aumentati in caso di balzo in avanti dei contagiati da ospedalizzare. Sono stati già individuati i medici, gli infermieri e gli Oss da impegnare nel reparto. Questa è sicuramente una buona notizia salutata positivamente dagli utenti. Sino ad oggi il trasporto dei malati agli ospedali di Catanzaro ha impegnato anche gli uomini e i mezzi del 118. E’ evidente che questo è avvenuto a discapito degli interventi da fare sul territorio. Su questo, però, non ci sono responsabilità oggettive e non si poteva fare diversamente. (redazione@corrierecal.it)





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