Caos sanità, spuntano i nomi di Tronca e Marzetti

L’ex prefetto di Milano e commissario straordinario della Città metropolitana di Roma, contattato dall’Agi, non si tira indietro: «Io sono sempre al servizio dello Stato». Il lizza anche l’avvocato che ha già gestito la Comunità “Forteto”, in Toscana

ROMA Prefetto Tronca, se la chiamassero a ricoprire il ruolo di commissario alla sanità in Calabria cosa risponderebbe, se la sentirebbe di prendersi sulle spalle un fardello simile? «Ho sempre operato al servizio dello Stato e sono sempre al servizio dello Stato». Si chiude così la conversazione dell’Agi con il Prefetto Francesco Paolo Tronca, originario di Petilia Policastro, 68 anni, funzionario e accademico italiano, già commissario straordinario di Roma Capitale dall’1 novembre 2015 al 22 giugno 2016, membro del Consiglio di Stato dal 3 agosto 2017. Una domanda che forse Tronca si aspettava e a cui ha risposto con la prontezza che l’ha contraddistinto sempre, anche nei momenti più difficili nella gestione di una metropoli come Roma.
Per il prefetto la condizione chiave per chiunque sia chiamato a compiti così gravosi, ma anche a quelli meno gravosi, è sempre la stessa: «Agire e pensare secondo il proprio senso di responsabilità», null’altro deve muovere pensieri e azioni di chi si ritrova da solo a governare una fase di transizione, sia che si tratti della gestione di un ente locale sia che si tratti di una diversa istituzione». Tronca non è per le gestioni commissariali ad ogni costo quando le cose non funzionano, «è sempre meglio scegliere la strada ordinaria, quella del commissariamento è una gestione molto importante. L’assunzione di un un incarico simile è di forte responsabilità, dove occorre la massima esperienza, senso dello Stato e senso del dovere». Fare il commissario porta ad anche ad un isolamento? «Devo dire che sia a Roma che in altre esperienze più o meno complesse affrontate ho sempre operato con un senso di linearità, senza percepire isolamento. Ero parte di una struttura che aveva una responsabilità ben precisa e con obiettivi definiti da raggiungere. Certo, gestire una metropoli è un impegno molto forte, ma credo che la sanità sia anch’essa una sfida forte e complessa». Il rettore Gaudio avrebbe rinunciato dopo poche ore dalla nomina perché, a quanto pare, la moglie non sarebbe stata disposta a seguirlo a Catanzaro… «Non entro nel merito e non mi permetto di valutare o giudicare», la risposta di Tronca. Ma lei lo farebbe il commissario? «Io sono sempre al servizio dello Stato».

marzetti

MARZETTI Un altro dei nomi emersi in queste ultime ore è quello dell’avvocato Jacopo Marzetti, romano, le cui capacità ad affrontare “missioni impossibili” sono emerse nella gestione della Comunità “Forteto”, in Toscana, luogo tristemente notissimo alle cronache per abusi reiterati su minori ed oscure manovre economiche, in cui Marzetti ha rivestito il ruolo di Commissario del Governo. La figura di Marzetti è politicamente trasversale e gode di considerazione ad ampio raggio nell’arco delle rappresentanze partitiche e movimentistiche.





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