Crotone, positivo al Covid un bambino di un anno e mezzo

I genitori sono risultati negativi. Proseguono i disagi sui dati dei contagi tra i dati forniti dalla Regione e quelli forniti dall’Asp. Senza contare le guerre interne all’Azienda che orbitano attorno al laboratorio di analisi

CROTONE Positivo al Covid-19 un bambino di un anno e mezzo di Crotone. È quanto riferisce l’assessore alla Salute del Comune pitagorico, Carla Cortese, che sta coordinando la partita dei tamponi antigenici acquisiti dall’ente. Si tratta di un bimbo di una famiglia disagiata, ma molto numerosa. I tamponi antigenici del Comune vengono effettuati dagli operatori dell’Asp che fanno riferimento alle Usca. Il tampone antigenico da solo non rappresenta una prova, ma Cortese che, tra l’altro, è anche un medico che lavora nel reparto di oncologia del “San Giovanni di Dio” è convinta che il dato sarà confermato dal tampone molecolare, che è stato effettuato in ospedale già nella giornata di ieri. Il papà e la mamma del bimbo, invece, hanno un tampone negativo, ma non si sa nulla del resto dei parenti (una vera e propria tribù). In media i tamponi antigenici effettuati per conto del Comune stanno dando il 10% di positività. Oggi, secondo quanto riferisce Cortese, è risultato positivo un soggetto, sempre appartenente ad una famiglia numerosa, che ha detto di non volere riconoscere il risultato del tampone. Sarà difficile riuscire a mantenere questo soggetto in quarantena. I dati ufficiali resi noti quotidianamente dalla Regione e dall’Azienda sanitaria provinciale quasi mai sono in linea tra di loro. Ci sono troppe differenze. La Regione sostiene di fornire dati in base ai tamponi che vengono processati presso il laboratorio analisi del Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dove vengono processati quasi tutti i tamponi realizzati su Crotone; fatta qualche eccezione di pochi casi che vengono lavorati al “San Giovanni di Dio”. Anche i dati della Regione, però, provocano molti dubbi e perplessità. Ci sono giorni che i positivi sono zero o meno delle dita di una mano e giorni che, invece, hanno un’impennata. Quasi sempre, poi, non c’è proporzione tra i positivi e il numero di tamponi effettuati quel giorno. Secondo i dati della Regione nella provincia di Crotone ieri c’era solo un positivo e oggi, invece, ce ne sono 53. Secondo di dati dell’Asp ieri ce ne erano quattro e oggi 23 (il dato è stato ricavato sui positivi dei singoli comuni raffrontati con quello di ieri). Un elastico che non fa stare tranquillo nessuno. La sensazione è che a Crotone e provincia il Covid-19 sia molto diffuso e non vengono effettuati i tamponi in misura adeguata per essere rilevati e nemmeno vengono processati in tempi utili per bloccare il contagio.
GUERRE INTERNE ALL’AZIENDA SANITARIA All’interno dell’Azienda sanitaria ci sono, poi, situazioni di attrito che andrebbero smussate. C’è un carteggio del direttore del laboratorio analisi del “San Giovanni di Dio”, Tommasina Nicoletta, che contesta il modo in cui vengono utilizzate le macchine per processare i tamponi attualmente in dotazione in ospedale. Contesta che le macchine siano state allocate in una stanza dell’ospedale e non vengono gestite dal laboratorio analisi, così come dovrebbe essere. Punta il dito contro il direttore sanitario del nosocomio. La responsabile del laboratorio analisi, con una nota, informa anche la direzione strategica che non firmerà più i referti che non vengono effettuati nel “suo” laboratorio. Evidentemente i tamponi vengono processati in locali diversi dal laboratorio analisi e, poi, si chiede alla dottoressa Nicoletta di firmarli per validarli. In ospedale si paventa la preoccupazione che quando arriverà il “minipiner 96”, una macchina per processare tamponi in numero considerevole (già acquistata dall’Azienda e prossima alla consegna), possa essere allocata nella stessa stanza, lontana dal controllo del responsabile del laboratorio analisi. Un’altra fibrillazione si è venuta a determinare tra la direzione strategica e il direttore delle Usca, Maria Pompeo. La dottoressa Pompeo ha organizzato l’attività dei tamponi antigenici da effettuare con i medici di famiglia, in tutti i Comuni dove ci sono locali adeguati. Ha fatto il piano e lo ha trasmesso alla Regione. La direzione ha scritto alla Regione di non tenere in considerazioni quel piano. Guerre senza esclusioni di colpi.

LA PRECISAZIONE: «ESTRANEA ALLA DIVULGAZIONE» Nella mattinata di giovedì, è arrivata una precisazione della dottoressa Nicoletta Tommasina. «Con riferimento alla notizia pubblicata sul vostro giornale il 25 novembre alle 22,30 che riguarda il laboratorio di analisi da me diretto, comunico che la scrivente è assolutamente estranea a tale divulgazione». (g. m.)





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